di Giancarlo Tommasone

Il centro commerciale «La Birreria» di Piazza Madonna dell’Arco, a Miano, ha aperto, in maniera parziale, lo scorso 24 aprile. Sul fronte degli oneri di urbanizzazione da versare al Comune di Napoli restano ancora dubbi, sollevati soprattutto dai consiglieri comunali di opposizione Salvatore Guangi e Marco Nonno.

I dubbi su oneri
di urbanizzazione
e assunzioni per
il centro commerciale

Più volte, i citati «inquilini» di Via Verdi hanno ribadito, che detti oneri si attesterebbero tra un minimo di 1,7 milioni a un massimo di 10. Oltre a ciò va considerata la circostanza delle 250 assunzioni, che il Gruppo Cualbu (proprietario del polo commerciale) starebbe formalizzando affidandosi a una agenzia per il lavoro, la Plurimpresa Srl di San Giovanni la punta (Catania).

Il piano per il personale, non prevedrebbe l’«arruolamento» di «forze» locali, né tanto meno di ex dipendenti dello stabilimento Peroni. Relativamente a questo secondo caso, sono state disattese le aspettative del Pua (Piano urbanistico attuativo) del 2011 e dei relativi contratti d’area. Che avrebbero dovuto tenere nella dovuta considerazione i residenti di Miano (e dei quartieri limitrofi) e gli ex lavoratori della fabbrica Birreria Peroni: a loro si sarebbe dovuto destinare un tot di assunzioni presso il nuovo centro polifunzionale.

La raccolta firme
dei precari di Miano
Disattese le aspettative
del Pua 2011

Per far presente la cosa, un paio di settimane prima dell’apertura de «La Birreria», a Miano è partita pure una raccolta di firme (dopo alcuni giorni sono state più di 1.500 quelle finite in calce alla petizione) da parte dei precari, da sottoporre al sindaco Luigi de Magistris.

Le considerazioni
del senatore M5S,
Vincenzo Presutto
sulla destinazione
dell’ex stabilimento Peroni

Sulla vicenda del centro commerciale, Stylo24 ha raccolto le considerazioni del senatore pentastellato, Vincenzo Presutto, tra l’altro membro della V Commissione permanente (Bilancio).  «A parte la situazione da chiarire riguardo all’incasso e al volume degli oneri di urbanizzazione che devono essere destinati al Comune di Napoli, e quella dell’impiego di lavoratori del posto e dell’ex stabilimento Peroni, vorrei sottolineare un altro aspetto della questione. Si tratta della destinazione che si è data a un spazio come quello della Birreria. E’ grave aver pensato a un centro commerciale nella zona di Miano», dichiara il senatore del M5S.

«Si tratta di una zona periferica – continua Presutto – con rilevanti problematiche; in una zona del genere va allestito un presidio culturale, come è stato fatto, ad esempio a Roma, dove nell’ex stabilimento Peroni sorge un museo. L’area capitolina, parliamo sempre di zona periferica, è stata rilanciata in pieno, dal punto di vista sociale, economico e culturale. Non capisco. Forse a Napoli la fantasia del sindaco si è anchilosata».

«Va bene che si tratta di una struttura privata, ma la destinazione è stata accompagnata politicamente dal Comune di Napoli e dal primo cittadino. Potrebbe fare ben altro in un quartiere disagiato, dall’alta incidenza di criminalità. Devo dire che il sindaco ha una visione politica ridotta all’osso, ormai», afferma Presutto. Che conclude: «E’ vergognoso aver pensato a un centro commerciale a Miano e chi lo ha fatto, per quanto non possa essere vincolante la valutazione, ma di indirizzo politico, ha commesso un gravissimo errore. Ma la cosa non mi meraviglia più di tanto».