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di Giancarlo Tommasone

Negli ultimi giorni lo hanno definito in tutti i modi: reddito di sotto sopravvivenza, sussidio di spiccioli di cittadinanza, «elemosina» bastevole nemmeno per fare una spesa dignitosa per due giorni. Al centro della scena la vicenda dei 40 euro «caricati» sulle card gialle (del reddito di cittadinanza) di 35mila richiedenti il sussidio. Si tratta del 7% sul totale delle domande accolte: 472mila.

L’equivoco è a monte
e nasce dagli slogan M5S
che hanno fatto da spina dorsale
alla campagna elettorale grillina
in occasione delle Politiche
del 4 marzo del 2018

Luigi Di Maio aveva promesso per le famiglie in difficoltà, con due bambini di età inferiore ai 14 anni ben 1.630 euro al mese (così annunciava sulla sua pagina Facebook postando tanto di locandina). Una cifra più che dignitosa, nell’attesa per i genitori disoccupati, di trovare lavoro. Sul portale movimento5stelle.it si spiegava inoltre, che per una famiglia di tre persone, con genitori disoccupati a reddito zero e figlio maggiorenne a carico, il reddito di cittadinanza per la famiglia sarebbe stato pari a 1.560 euro (780 euro a testa per i due genitori) al mese. C’è pure da sottolineare che sulle migliaia e migliaia di locandine comparse nei caf e negli uffici postali della Penisola, si spiegava quale fosse la «via d’accesso» per vedersi riconosciuto il sussidio.

All’apparenza una:
dichiarazione Isee
(Indicatore situazione
economica equivalente)
inferiore a 9.360 euro annui

Va da sé che chi ha presentato domanda, si aspettava almeno 780 euro, aggiuntivi al reddito percepito e non a integrazione dello stesso, per arrivare a quota 780. Assodato che c’è stato quanto meno un difetto di comunicazione (chiamiamolo così) da parte dei pentastellati, andiamo a vedere come si è giunti ai tanto discussi 40 euro, che hanno fatto indignare non solo i destinatari del sussidio, ma l’Italia intera. Prima però c’è da fornire un ulteriore dato: in tutto, i casi degli importi sotto i cento euro, sono 50mila, vale a dire il 13,1% sul totale delle domande accolte. Nei fatti il reddito di cittadinanza è nient’altro che una integrazione, solo che nessuno lo aveva detto o fatto intendere.

Chi ha diritto
ai 780 euro?
Soltanto chi vive
da solo,
percepisce zero
euro di reddito
e vive in affitto

Quindi il rdc sarà formato da 500 euro di sostegno e di 280 euro come contributo per pagare il fitto. Facciamo l’esempio di una famiglia formata da padre, madre e due figli. Quanto percepiranno? Un massimo di 1.180 euro (già ben lontani da quelli promessi a suo tempo da Luigi Di Maio e dal sito movimento5stelle.it).

A detti 1.180 euro
integrativi
bisognerà sottrarre
i redditi percepiti
dalla famiglia

Ad esempio se un nucleo percepisce 600 euro, alla fine si vedrà accreditati 580 euro. E’ difficile comprendere come riesca a campare dignitosamente con 1.180 euro al mese, una famiglia formata da 4 persone, pagando fitto, bollette, da mangiare, ma non è questo l’argomento specifico che stiamo trattando. Come si arriva ai 40 euro?

Sempre per sottrazione: mettiamo che un nucleo di tre persone, ad esempio quello di Valentina Lama, caso trattato in esclusiva da Stylo24, percepisca una pensione di 625 euro al mese (sussidio a cui ha diritto la madre anziana della ragazza madre). Per arrivare all’integrazione, al tetto massimo di 780 euro, mancano 155 euro.

La storia di Valentina,
che vive insieme
alla figlia di quattro anni
e alla madre anziana

Valentina avrà diritto, invece a 40 euro al mese. La ragazza ha presentato ricorso all’Inps per effettuare un ricalcolo, ma nel caso i conteggi siano stati errati, lei e la sua famiglia avranno diritto al massimo a 155 euro, non c’è grande differenza rispetto ai più volte citati quaranta euro. Sotto i quali, lo specifica una clausola, non si può andare. Quindi, tornando all’esempio di prima, quello della famiglia composta da padre, madre e due figli, nel caso il nucleo percepisca redditi complessivi di 1.170 euro, secondo i calcoli dovrebbe avere diritto a 10 euro di reddito di cittadinanza (integrativi per arrivare al tetto di 1.180). Nei fatti però, stando alla clausola (di dignità) di cui sopra, l’importo caricato sulla card, per tutti gli aventi diritto al sussidio, non può andare sotto i 40 euro. L’iniziativa del reddito di cittadinanza è nata per offrire dignità ai nuclei, almeno così è stata sbandierata, ma nei fatti appare tutt’altro.

Idea di dignità, due domande
al Movimento 5 Stelle e ai suoi sostenitori

Adesso possiamo farci due domande: con quale dignità una famiglia di tre persone può vivere con 780 euro al mese? Con quale dignità un nucleo formato da padre, madre, e due figli può immaginare di vivere con 1.180 euro al mese? La risposta è semplice, ma vorremmo che a rispondere fossero i grillini e i loro oltranzisti sostenitori. Un’ultima considerazione: quando si fa una campagna elettorale basata sulle promesse, si può arrivare anche a vincere la tornata. Alla luce di quanto poi si è avverato, consigliamo al M5S di cambiare canzone per le prossime Europee: il cavallo di battaglia del reddito di cittadinanza, nel 2018 era un purosangue e ha trionfato, adesso è null’altro che un ronzino e per di più azzoppato dallo stesso paggio che lo ha sfruttato per i suoi scopi.

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