di Giancarlo Tommasone

Per molti speranzosi alla ricerca spasmodica di una occupazione, ha rappresentato un sogno di dignità, almeno così era stato presentato. Un aiuto per superare il momento difficile, e allontanarsi dal baratro della sopravvivenza, della povertà.

Ma il sogno è durato poco, perché il progetto del reddito promesso e attuato (per niente nella misura sbandierata prima delle Politiche del 4 marzo 2018) dal Movimento 5 Stelle, si è presto trasformato in «elemosina di cittadinanza». Dopo il caso della napoletana Valentina Lama, 35enne di San Giovanni a Teduccio (senza occupazione, una figlia piccola a carico, costretta a vivere con la pensione di reversibilità della madre 69enne), che aveva denunciato a Stylo24 come avesse diritto ad appena 40 euro di rdc, sono arrivate alla nostra redazione, altre segnalazioni. La maggior parte dei beneficiari della misura assistenzialistica ideata dai grillini (e ricevuta in misura molto al di sotto delle previsioni), che ci ha scritto, ha preferito restare anonima. Ma c’è chi, come ha fatto Valentina, ha deciso di metterci la faccia per «smascherare il bluff per prendere voti».

Il calcolo dell’Isee molto al di sotto della soglia minima

Ad usare queste ultime parole è Mauro Michele Fois, ha 40 anni, è sposato, e vive a Perfugas (Sassari), comune dell’Angloria, che conta poco più di 2.370 abitanti. La «buona notizia», per lui, arriva a metà aprile, quando viene contattato dall’Inps, che gli comunica che avrà diritto al reddito di cittadinanza.

La cattiva, un paio di settimane dopo (il 7 maggio scorso), quando scopre la cifra che gli spetta mensilmente: appena 40 euro. E’ il limite sotto il quale non si può andare, rappresenta la clausola di dignità, ecco il peso della dignità della carta gialla: 40 euro. Mauro racconta la sua storia. «Sono da sempre alla ricerca della prima occupazione vera, mi arrangio con lavori saltuari e finora, insieme a mia moglie, abbiamo vissuto con il poco che io riesco a racimolare (anche attraverso la realizzazione di giocattoli artigianali in legno), e che lei riesce a guadagnare lavorando per cinque mesi all’anno, da stagionale, nella zona costiera», dice.

L’accredito sulla card del Reddito di cittadinanza

«Non abbiamo figli, viviamo in una casa comunale, pagando un fitto di 53 euro al mese. Abbiamo presentato la domanda, corredata di Isee, richiesto a febbraio scorso, e abbiamo aspettato speranzosi». Ma a quanto ammonta l’Isee (Indicatore situazione economica equivalente) della famiglia Fois? «A 4.867 euro (405 al mese), poco più della metà dei 9.360, oltre i quali non si deve andare, per vedersi riconosciuto il reddito». Ma avete altre entrate? Chiediamo. «L’unica entrata che abbiamo percepito, a dicembre scorso, ammonta a due tranche da 350 euro, 700 euro in totale, cifra che rappresenta l’indennità di disoccupazione di mia moglie per i 5 mesi da stagionale», spiega Mauro.

«Ho chiesto di poter accedere al reddito per avere un aiuto per gli studi, sto cercando di prendere il diploma da geometra; gli studi, da settembre scorso fino ad ora, solo per raggiungere la scuola, mi sono costati circa 1.700 euro. Si parla di occupazione e di corsi per specializzarsi e poter essere poi inseriti nel mondo del lavoro, e allora mi chiedo: perché proprio una persona che cerca di impegnarsi per cercare di migliorarsi deve essere penalizzata in questo modo?», si domanda Mauro. «Io non mi sono mai occupato di politica, né forse la comprendo. Però una cosa la capisco, perché l’ho provata sulla mia pelle: quella del reddito è stata soltanto una presa in giro, un ‘trucco’ bello e buono da parte del Movimento 5 Stelle, per prendere voti», continua. «Non chiedevo elemosina, ma un sostegno, una possibilità per entrare nel mondo del lavoro, quello vero, per accedere alla dimensione della dignità, come ho sentito dire dal ministro Di Maio», dichiara Mauro. «Vorrà dire che continuerò ad arrangiarmi e a studiare, a lavorare saltuariamente. Ho capito da tempo, e adesso lo comprendo ancora meglio, che la dignità ce l’ho e certamente non vale 40 euro. Mi domando se invece, la stessa dignità l’abbia chi continua a spacciare come una misura economica di aiuto, quella che in realtà è soltanto una beffa», conclude il 40enne.