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di Giancarlo Tommasone

Nell’arco di questa settimana, alcune dichiarazioni rese da Salvatore Lauro, presidente di Terminal Napoli Spa, nel corso di un’intervista al quotidiano «Il Mattino», hanno innescato non poche polemiche. Attivando tra l’altro la risposta del presidente dell’Autorità di sistema portuale del Mar Tirreno Centrale, Pietro Spirito, e la precisazione dell’ad di Terminal Napoli, Tomaso Cognolato. Stylo24, sulla situazione venutasi a creare, ha raccolto proprio le considerazioni del presidente Lauro.

Il porto di Napoli

Partiamo dalla fine. L’ad Tomaso Cognolato ha puntualizzato in una nota, che lei avrebbe reso dichiarazioni a titolo di armatore, e non in qualità di presidente di Terminal Napoli. Quali abiti indossava quando ha detto: «Il porto non può essere un grande parcheggio»?
«Quelli che indosso in qualità di privato cittadino che ama la sua città e il suo scalo, di armatore che vive il porto e di presidente di Terminal Napoli Spa. Ho parlato della necessità di realizzare dei parcheggi all’esterno dell’area portuale, ma ho anche detto che la situazione, in generale, è migliorata per quel che riguarda altri aspetti. Naturalmente meglio avere un presidente che un commissario. Se poi qualcuno ha inteso, o ha voluto intendere diversamente le mie parole, non so che dire. Tragga le sue conclusioni».

Il presidente dell'Autorità portuale del Mar Tirreno centrale, Pietro Spirito
Il presidente dell’Autorità portuale del Mar Tirreno centrale, Pietro Spirito

Effettivamente, rispondendo alle sue critiche, Pietro Spirito ha dichiarato: «Se proprio il senatore Salvatore Lauro, presidente di Terminal Napoli insiste, a fine anno non procederemo al rinnovo della concessione».
«Sì, ho letto la risposta del presidente Spirito. Io ho cercato di far capire che è inutile dire: tutto funziona, tutto va bene, non ci sono problemi. C’è un malessere, riconoscibile anche dall’uomo della strada. Pure il presidente Spirito deve essere aiutato in questa situazione. Quello che cerco di dire è che i correttivi, per migliorare, vanno attuati il più presto possibile. Non è più tempo di aspettare».
In che modo si potrebbe migliorare?
«Facendo ognuno la propria parte. Pure io ho fatto mea culpa, partendo dal presupposto che anche gli imprenditori devono essere più presenti».
E riguardo alla concessione?
«Se me la tolgono perché parlo, me la togliessero pure. Io ho libertà di parola. A dire il vero, non mi preoccupa più di tanto la possibilità che mi venga revocata».
La nota di Cognolato, attraverso la quale, l’ad di Terminal Napoli ridimensiona le parole del presidente della stessa società,  determinerebbe una sorta di corto circuito interno, è d’accordo su questo tipo di lettura?
«Su questo versante va chiarito un aspetto: il Terminal Napoli è proprietario di quattro soggetti. Tra essi, tre sono quelli relativi alle grandi navi da crociera: Costa Crociere, Royal Caribbean, Msc. A parte quest’ultima società che è presente sul territorio, le altre non hanno questo grande legame con i singoli porti. Uno vale l’altro. L’unico interessato al territorio, con Msc e in quanto espressione della logistica, sono io e questo lo confermo e lo ribadisco. I porti, ho detto più volte, non possono essere dati a chi lavora dall’esterno. I porti devono rimanere alle città, a chi lavora sul territorio. E’ chiaro che ci sia un conflitto, c’è sempre stato tra le parti. Vale a dire tra chi si occupa di crociere e chi invece, svolge attività di logistica, terrestre».

Tomaso Cognolato

Punti di vista diversi in base all’attività svolta?
«Il fatto che l’amministratore (Cognolato, nda) abbia voluto rilevare che con Spirito si vada meglio, è assolutamente condivisibile. Anzi, lo ribadisco: con Spirito rispetto al commissario si va certamente meglio. Non sono d’accordo, invece, quando si dice che i problemi siano risolti. Non sono d’accordo come uomo, come napoletano e come presidente dello stesso Terminal. E poi, voglio sottolinearlo, con le mie dichiarazioni ho voluto rilevare le problematiche esistenti per la città di Napoli rispetto al mare, non solo rispetto al porto. Non mi aspettavo la reazione, che definisco un po’ particolare, da parte di Spirito. Io non parlo mai contro qualcuno o qualcosa, parlo sempre di ciò che dovrebbe avvenire per migliorare».
Dopo le distanze prese dall’ad Cognolato, ha pensato alla possibilità di dimettersi dalla carica di presidente di Terminal Napoli?
«Assolutamente no. Per l’amor di Dio. Certamente indirò un Consiglio di amministrazione per chiarire quanto accaduto. Nel corso del quale si discuterà se vada considerato corretto sia l’atteggiamento mio, che quello di  Cognolato. Queste cose comunque vanno regolate».
Potrebbe pure capitare che lei venga sfiduciato.
«Certamente, come potrebbe capitare che ad essere sfiduciato sia Cognolato».

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