Il segretario generale dell’Autorità di sistema portuale (AdSp) del Mar Tirreno Centrale, Francesco Messineo, è stato rinviato a giudizio dal gup di Carrara Domenico Provenzano, su richiesta del procuratore Aldo Giubilaro, per abuso d’ufficio. L’accusa, risalente ai tempi in cui Messineo era presidente dell’Autorità portuale di Marina di Carrara (oggi confluita nell’Autorità portuale della Spezia), riguarda l’occupazione abusiva delle banchine da parte di alcune ditte operanti nello scalo ligure.

Il procuratore Aldo Giubilaro

Con Messineo sono finiti sotto processo anche l’allora segretario generale dell’Autorità Portuale Nicola Del Nobile e i titolari delle aziende coinvolte.
È il secondo rinvio a giudizio a carico di Messineo – che, ovviamente, va considerato innocente fino a prova contraria – dopo quello del marzo scorso per la costruzione di un terrapieno abusivo di oltre 3mila metri cubi sulla banchina Taliercio, denominato Piarda, sempre nel porto di Marina di Carrara.

Una veduta del porto di Marina di Carrara

Un’opera realizzata – secondo la Procura – in una zona sottoposta a vincolo e senza il parere obbligatorio del consiglio dei lavori pubblici. Per il gup, Messineo – con la sua condotta – avrebbe «procurato intenzionalmente alla cooperativa San Martino (la ditta che ha realizzato il terrapieno, il cui legale rappresentante Andrea Boscolo Cucco è stato rinviato a giudizio, ndr) e alla società Porto di Carrara l’ingiusto vantaggio patrimoniale consistito nella realizzazione dell’area e nell’aver ricavato la società Porto di Carrara, da detta utilizzazione, un utile, quanto al solo anno 2015, pari a 95.006 euro».