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di Giancarlo Tommasone

Un’occasione da non perdere quella delle Zone economiche speciali, per il Meridione d’Italia. Che fa i conti con una serie di ritardi (principalmente di natura burocratica) che rischiano di pregiudicare fortemente la partenza del progetto. In ballo ci sono investimenti importanti che possono portare al rilancio del Mezzogiorno.

Eppure, il piano
principiato nel 2017,
è al palo, praticamente
fermo anche in Campania

Secondo quanto afferma Francesco Guido, dg del Gruppo Intesa Sanpaolo (nel corso di una intervista rilasciata a «Il Mattino»), non si può perdere questo treno. I numeri sono importanti e per il Sud si prevede un valore aggiunto che si attesterebbe quasi sui 20 miliardi di euro. Proprio per questo, a Dubai è sbarcata una delegazione (organizzata da Intesa Sanpaolo) che oltre a Guido, è composta da imprenditori e dai vertici dell’Authority di Napoli, Bari e Taranto.

Una delegazione
a Dubai
con l’obiettivo
di illustrare
le Zes all’estero
e attrarre
investitori stranieri

Per quel che concerne i tempi di partenza delle Zes, bisognerà attendere ancora: Guido ipotizza che in Campania si inizierà ad essere operativi entro il  2019, ma, che i feedback «in termini di investimenti e attività economiche» ci saranno soltanto nel 2020. Nella nostra regione bisogna superare ancora una serie di ostacoli legati agli adempimenti amministrativi da raggiungere. E allora, alla luce di queste considerazioni e del quadro reale delle Zes rispetto alla tempistica della partenza, appare quanto meno prematura una iniziativa messa in campo dall’Adsp del Mar Tirreno Centrale, guidata dal presidente Pietro Spirito. Chiarito che, allo stato, la Zona economica speciale non è ancora partita e che ci vorranno dei mesi per l’operatività, torniamo sulla selezione pubblica che l’Autorità di Napoli ha indetto, lo scorso settembre, per inquadrare una unità da incardinare presso la Segreteria del presidente e da inserire nel progetto denominato «Supporto al Comitato di indirizzo della Zes».

Quando fu pubblicata la delibera relativa al bando (la numero 232/2018), Stylo24 si interrogò proprio sui tempi di partenza delle Zes. Ci chiedemmo: perché si cerca una figura del genere, quando al momento è tutto in fieri? Al nostro articolo (pubblicato il 12 settembre del 2018) rispose Pietro Spirito (il 18 settembre del 2018). Il vertice dell’Authority di Napoli sottolineò come il vicepresidente del Consiglio dei ministri, Luigi Di Maio, avesse annunciato  (qualche giorno dopo la pubblicazione del nostro servizio) la partenza della Zes campana, la prima Zes del Paese.

Il presidente dell’Autorità portuale del Mar Tirreno centrale, Pietro Spirito

Per tale motivo, aggiunse Spirito nella sua lettera di risposta a Stylo24, «era quindi inoltre strettamente necessario procedere con il bando di concorso per la selezione di una risorsa che, tra l’altro, dovrà supportare la mia attività quale Presidente del Comitato di Indirizzo». Al momento, però, ci sembra di capire, non lo diciamo noi, l’ha dichiarato il direttore generale del Gruppo Intesa Sanpaolo, Francesco Guido, che la Zes in Campania non sia ancora stata avviata. Non sia partita.

Per tale motivo, riproponiamo al presidente Spirito un paio di domande fatte il 12 settembre del 2018: perché si cerca una figura da inserire nel progetto denominato «Supporto al Comitato di indirizzo della Zes», quando al momento, la Zes non è ancora partita? Nel frattempo, di cosa si occuperà l’impiegato amministrativo da incardinare presso la Segreteria del presidente?

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