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Il confine tra il confronto e lo scontro tra Grandi Navi Veloci e la Compagnia unica lavoratori portuali di Napoli (Culp) è sempre più sottile dopo la decisione di Gnv di affidarsi all’autoproduzione, ovvero sulla facoltà o meno per un armatore di impiegare i propri marittimi per le operazioni di imbarco e sbarco, sulla linea giornaliera Napoli-Palermo. Come riporta un articolo del ‘Corriere del Mezzogiorno’, alla base della scelta, ci sono le tariffe da rinegoziare con la Culp. Un dialogo che sta avvenendo in queste ore, anche in considerazione dello sciopero proclamato lunedì sera dai sindacati per il prossimo 13 marzo.

 

“Un atto dovuto”, com’è stato definito, ma che potrebbe essere messo da parte proprio in vista di un tavolo con l’armatore e Adsp, come confermato dal presidente Pietro Spirito. “Ho sentito entrambe le parti ed è stato stabilito che questa settimana sarà dedicata al confronto, nei prossimi giorni li convocherò, con l’auspicio di giungere a una composizione della vicenda”.

Culp ha un organico di 68 persone e Gnv impiega circa il 40% del personale, parliamo, quindi, sulla Napoli-Palermo di Gnv, di quasi la metà dei portuali napoletani. All’inizio di dicembre del 2018, l’Adsp tirrenica ha avviato una riorganizzazione dei portuali di Napoli ispirata alle condizioni tariffarie del porto di Salerno, dando alla Culp tempo fino ad aprile per riorganizzarsi e rinegoziare le trattative.

 

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