Nei riquadri, l'assessore Lucia Fortini e il governatore Vincenzo De Luca

Il Tribunale ha stabilito che la cura di De Luca è assolutamente inefficace

di Giancarlo Tommasone

Nemmeno il tempo di leggere la sentenza – con la quale il Tar ha disposto la riapertura delle scuole in Campania – che subito si è mossa la curva degli ultras di De Luca, cercando di «smontare» e insinuare dubbi rispetto ai motivi che hanno portato i giudici ad accogliere il ricorso dei No Dad. La vulgata deluchiana prima ha sottolineato che la decisione è stata presa in virtù dell’equivoco sulla zona gialla (come ha dichiarato anche l’assessore regionale all’Istruzione, Lucia Fortini), e adesso porta avanti un’altra tesi. Secondo i sostenitori del governatore e della linea del «chiudiamo tutto», i giudici con la loro decisione, si sarebbero addirittura sostituiti ai medici, per quel che riguarda la competenza in materia sanitaria. Niente di più falso.

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Se infatti andiamo a leggere il testo della decisione, emergono – in  maniera inequivocabile – alcuni passaggi che rendono vana la difesa a oltranza, della misura che ha portato a serrare i cancelli degli istituti didattici per oltre tre mesi. I giudici hanno strutturato – niente di più, niente di meno – questo ragionamento: la Regione Campania, dopo la chiusura delle scuole, non ha effettuato alcun controllo, né alcun tipo di valutazione, atti a comprendere l’efficacia della «cura» (tra l’altro, somministrata da una Unità di crisi che vede al vertice un geologo, e al suo interno avvocati e perfino il capo dell’Ufficio stampa del presidente De Luca).

La Regione non ha monitorato
gli effetti della «cura»

La Regione – scrivono i giudici nella sentenza – non ha dunque tenuto conto degli effetti di detta «cura», perché non ha effettuato alcun sondaggio sul diffondersi (o meno) dell’epidemia; sondaggio che sarebbe servito a stabilire i termini dell’impatto della misura (la chiusura delle scuole) sul numero dei contagi. E’ come se un medico somministrasse medicine a un paziente con la febbre, senza però, in seguito, mai preoccuparsi di prendergli la temperatura. Il paziente può peggiorare o finanche guarire, ma nel frattempo continuerà ad assumere la terapia. Con l’aggravante, nel caso in questione, che gli studenti campani sono da ritenersi addirittura presunti pazienti.

Dunque, in mancanza di detta (necessaria) attività di controllo, i giudici hanno stabilito che non esiste controprova che giustifichi l’ordinanza draconiana emessa da Palazzo Santa Lucia, né che l’ordinanza abbia effetti sulla curvatura dei contagi. Anzi, la modalità seguita dalla Regione dimostra come l’Ente non sia assolutamente in grado di far fronte all’epidemia.

Gli stralci della sentenza

E tornado alla sentenza, va pure detto che i magistrati non sono entrati nel merito dell’efficacia della profilassi, ma hanno semplicemente affermato che la profilassi è stata applicata, ma non dà risultati. «Il contenimento del contagio, che ha, nonostante le disposte sospensioni della frequenza scolastica (anche per effetto della chiusura natalizia), continuato a diffondersi; i dati acquisiti, anche quelli “aggiornati”, dimostrano invece che il contagio si sviluppa anche quando le scuole sono chiuse (appunto, durante le vacanze natalizie)», recita, appunto, la sentenza.

Inoltre, i giudici, applicando le regole – e non sostituendosi ai medici, come i deluchiani sostengono – hanno preso la decisione anche in virtù del fatto che il diritto prevalente all’istruzione e alla formazione della personalità dei minori è stato addirittura rafforzato dal Dpcm.

Le dichiarazioni estremamente
lontane dalla realtà dei fatti

Concludiamo con le ultime dichiarazioni esternate dal governatore nel corso della diretta streaming di oggi. Secondo De Luca, ciò che ha disposto il Tar, vale a dire, appunto, la riapertura delle scuole in Campania, era in fondo in linea con quanto era stato deciso da Palazzo Santa Lucia. Nei fatti, il presidente della Giunta regionale dimostra ancora una volta di diffondere messaggi estremamente lontani dalla realtà, perché adesso sostiene addirittura che il Tar abbia anticipato la Regione, quando invece, tutti sapevano che le medie e i licei non sarebbero più ripartiti.