La foto della festa a cui ha partecipato Gennaro Migliore (nel tondo). Al lato un frame del video col festeggiato davanti alla torta di compleanno

Il filmato sconfessa la difesa dei partecipanti: non era un pranzo, come sostengono, ma…

di Giancarlo Tommasone

Prima di dare spazio al diritto di replica, sacrosanto, che tra qualche riga, offriremo, partiamo dal significato delle parole. Festa: dal latino festus, vale a dire festivo, solenne. «La festa è un comportamento o un’attività sociale, sacra o profana (vale a dire religiosa o civile, ndr), ma sempre rituale, ossia rispondente a norme tradizionali e connessa a tempi ciclici o episodici, talvolta piacevoli, talvolta luttuosi o anche penitenziali» (fonte treccani.it). Tra le feste, dunque, se la comprensione dell’italiano non ci ha abbandonato, c’è anche la celebrazione di un compleanno. Ma, come anticipato, offriamo la possibilità di replica a chi ha risposto all’articolo pubblicato ieri da Stylo24, articolo che ha per titolo: E ora chi lo dice a De Luca che Migliore non rispetta le misure anti-Covid? Il pezzo è la cronaca – niente di più, niente di meno – di una immagine comparsa su alcuni profili Facebook, e relativa al compleanno del giornalista Lorenzo Crea che cade il 31 ottobre. Nell’articolo scrivevamo di festa (a cui ha partecipato anche il parlamentare di Italia viva Gennaro Migliore, tra i principali alleati del governatore antifeste Vincenzo De Luca), tipologia di evento vietata dal Dpcm e da ben tre ordinanze della Regione Campania, ma poi torneremo sul termine da noi utilizzato, per sottolineare che di festa di compleanno si è trattato.

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Il video della festa a cui ha partecipato Gennaro Migliore (parlamentare di Italia viva)


Dunque, Mirco Martucci scrive: sono il proprietario dei Re di Napoli e posso smentire il tutto… Lorenzo Crea persona stimabilissima x come gestisce i rapporti e le regole, ha organizzato un pranzo di 16 pax (intendeva persone) con distanziamento tra commensali come il Dpcm spiega rispettando tutte le regole… 4 divani distanziati da 1.5 metri, uno dall’altro e ogni divano aveva 4 persone sedute in uno spazio di 40 metri quadrati. Ditemi voi… tutto nelle regole da protocollo.
Roberto Biscardi (che apprendiamo essere l’altro proprietario dei Re di Napoli) commenta: non sapevo che pranzo potesse diventare sinonimo di festa solo per una torta (e relative candeline spente in solitudine).
Graziella Pagano, coordinatrice cittadina di Italia viva, madre di Lorenzo Crea, tiene a precisare: era un pranzo come si può vedere. Non una festa. E tutti sono seduti a gruppi da 4 sui loro divani. Tanto che è normalissima foto ricordo che mio figlio stesso l’ha postata ieri sera. Mi fermo qui perché è veramente un attacco ridicolo.
E infine, il festeggiato, il giornalista Lorenzo Crea: peccato che era un pranzo e come si vede dalle foto gli ospiti erano seduti a gruppi di 4 sui divani. Il pranzo si è svolto sabato in un ristorante sul lungomare e io stesso ho scritto post ieri sera dopo che una signora ha iniziato a tempestare le redazioni chiedendo che si facesse un articolo, comunque i proprietari del locale Mirco Martucci e Roberto Biscardi vi chiariranno ogni dubbio. Grazie per l’attenzione.
Fatto il nostro dovere di dare spazio a chi ci ha chiesto di replicare – una ulteriore precisazione: nel pezzo non avevamo riportato il nome del locale, né quello dei proprietari – forniamo al lettore altri elementi per far comprendere in primis che si sia trattato di una festa di compleanno; e in secondo luogo, stando alla foto che abbiamo pubblicato ieri e da altre, insieme a video, che proponiamo oggi, come non sembra siano state rispettate le misure anticontagio. Che si tratti di una festa di compleanno (per festeggiare una ricorrenza e chiamarla festa non è che ci sia per forza bisogno di musica, balli, fuochi artificiali o altro) è acclarato dalla torta e dalla candelina che spegne il neo 34enne Crea. I partecipanti al banchetto, replicano compatti: si è trattato di un pranzo. E allora vediamo cosa recita il Dpcm a proposito del servizio al tavolo (nel caso di un pranzo in un locale pubblico), e dei gruppi di 4 (seduti sul divano, ndr): «Il consumo al tavolo è consentito per un massimo di quattro persone per tavolo (o divanetto che dir si voglia, ndr), salvo che siano tutti conviventi». E, ai quattro divanetti, non ci sembra si siano seduti tutti conviventi, o congiunti, ma amici di Lorenzo Crea.

Uno stralcio del Dpcm in materia di ristorazione

Tra l’altro è lui stesso a scriverlo su Fb: ieri, per la prima volta, ho festeggiato il mio compleanno senza mia madre seduta vicino a me… ma il vostro affetto, la presenza di alcuni amici storici che ho invitato a pranzo. Chiarito ciò, evidentemente, anche il pranzo non era permesso dal decreto, perché si sarebbe svolto tra persone non conviventi (o facenti parte dello stesso nucleo familiare).

Passiamo adesso alle misure che, ci sembra non siano state rispettate. Lo abbiamo scritto anche ieri, ma repetita iuvant: se una persona, al ristorante si alza dal tavolo (o nel caso dal divanetto), magari solo per sgranchirsi le gambe o per raggiungere i servizi, deve indossare la mascherina. Distanziamento dei tavolini a un metro e mezzo? Sempre dalle immagini si evince – centimetro più, centimetro meno – che non sarebbe stato pienamente rispettato. E poi, a parte il video in cui Crea spegne la candelina con il classico Tanti auguri a te, c’è un selfie inequivocabile, scattato nel locale in questione: in quattro, autoproclamatisi «re di Napoli», posano senza mascherina, ravvicinati, e sorridenti. Dell’aspetto relativo all’opportunità di organizzare e partecipare all’evento di sabato 31 ottobre scorso, da parte di rappresentanti delle istituzioni (vedi Gennaro Migliore) abbiamo già scritto. Chiudiamo con un atto di distensione, squisitamente di natura semantica: vogliamo chiamarlo pranzo di compleanno? Ok, ma sempre una festa è, e fino al 13 novembre prossimo, eventi del genere sono vietati. Chi è deputato a far rispettare le regole in bar, ristoranti, vinerie, pub, ecc… ? Il titolare (o i titolari) del locale.