Boom di certificati medici presentati dagli insegnanti (foto di repertorio)

Nel frattempo i genitori degli studenti pronti a presentare esposto contro il lockdown didattico del Tasso di Sorrento

di Giancarlo Tommasone

Il Coordinamento scuole aperte Campania, in prima linea contro la chiusura indiscriminata degli istituti scolastici della nostra regione, ha prodotto un modulo per diffidare i sindaci, che non si attengono alle disposizioni dettate dal Tar. Il Tribunale, nei giorni scorsi, attraverso una sentenza, ha decretato di fatto il ritorno tra i banchi, degli studenti. Nel mirino del coordinamento è finita l’azione di quei primi cittadini che in maniera arbitraria – a volte anche davanti a un singolo caso di positività al Covid -, decidono di imporre, tout court, il lockdown didattico, ricorrendo alla Dad.

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Il comitato ha lanciato anche una campagna di raccolta fondi per affrontare eventuali diffide da presentare. «Valuteremo di volta in volta i ricorsi da sostenere e qualora riuscissimo a raccogliere più fondi del necessario (lo speriamo!) devolveremo il ricavato in eccedenza ad associazioni che si occupano di dispersione scolastica e disagio giovanile, che sceglieremo assieme a voi», scrivono i responsabili del coordinamento, che stanno diffondendo un link sul quale è possibile effettuare le donazioni (https://paypal.me/pools/c/8w82dxABEk). E a proposito di sospensione delle lezioni in presenza, vanno segnalate le evoluzioni rispetto alla vicenda che Stylo24 ha raccontato ieri, quella dell’istituto comprensivo Torquato Tasso di Sorrento.

L’istituto comprensivo Tasso di Sorrento, nel riquadro la dirigente scolastica, Marianna Cappiello

Qui, è emerso che, venuta a conoscenza del fatto che un collaboratore scolastico risultasse positivo al coronavirus, la preside, Marianna Cappiello, dopo aver chiesto e ottenuto il placet dell’Asl Na3 Sud, ha decretato sospese, fino a data da destinarsi, le lezioni in presenza. «Nel pomeriggio della giornata odierna (martedì scorso, ndr), chi scrive è venuta a conoscenza della positività al Covid, di un collaboratore scolastico che ha avuto contatti diretti e prolungati con tutti i suoi colleghi, con l’intero ufficio di segreteria della scuola e con chi scrive», è scritto nella circolare siglata da Cappiello. La decisione ha provocato non pochi malumori tra i genitori degli studenti, tornati a scuola appena da una settimana. E mamme e papà degli alunni sono pronti a diffidare quelli che ritengono i responsabili, di una «evidente disorganizzazione» in ordine alle norme del protocollo anti Covid.

Nel frattempo, sul terreno della querelle sulla modalità della didattica, che si registra nella nostra regione, è scesa anche Confapi – Sezione scuole paritarie della Campania. L’indagine effettuata da Confapi parte dal documento pubblicato dalla Regione Campania il 28 gennaio del 2021, documento che ha come oggetto: «Ulteriori misure per la prevenzione e gestione dell’emergenza epidemiologica da Covid 19». Secondo Confapi, detto documento ha reso «ancora più complessa e difficile l’operazione del rientro a scuola nelle secondarie di secondo grado. Un rientro che sarebbe dovuto avvenire dal primo febbraio, che ha agitato ulteriormente i gruppi delle famiglie che all’inizio dell’anno scolastico si erano divise tra favorevoli alla didattica in presenza e pro Dad».

Lo studio effettuato dalla Confederazione italiana della piccola e media industria privata, ha interessato anche una ventina di istituti paritari napoletani, e «ha evidenziato che proprio a seguito della pubblicazione delle “raccomandazioni” emanate dal governatore della Campania, Vincenzo De Luca, buona parte delle scuole statali ha ritenuto di posticipare la data d’inizio delle attività didattiche in presenza. Gli istituti superiori statali, mediante una rilevazione telematica, puramente discrezionale, hanno chiesto alle famiglie cosa preferissero fare, se rientrare o continuare in Dad, indipendentemente dalla concessa possibilità di presenza degli studenti decurtata del 50%».

Dopo la ormai nota sentenza del Tar, si è registrato, dunque, l’atto di richiamo del presidente della Regione Campania, che, sostiene Confapi, «ha finito per contribuire non poco ad alimentare disorientamento, tensione e spaccature tra genitori, insegnanti e dirigenti scolastici, in un momento particolarmente difficile, in cui la scuola è tendenzialmente vista da troppe famiglie come un supermercato in cui scegliere dagli scaffali».

Andava fatto ben altro, secondo la confederazione, «occorreva invece, da parte delle autorità regionali, coinvolgere le forze sociali, i sindacati della scuola, i responsabili dei trasporti urbani ed extraurbani, le autorità sanitarie, i comitati studenteschi, per lanciare un’azione concertata e convinta, veicolando in questo modo verso le famiglie e verso l’opinione pubblica il concetto che proprio dalla scuola, così trascurata in quest’ultimo anno, può iniziare la ripartenza del nostro Paese». «Ora più che mai – ha dichiarato la presidente della Sezione scuole paritarie della Campania, Valentina Ercolinooccorre mettere in campo una politica di condivisione di pratiche e di intenti inclusiva ed efficace».

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