martedì, Agosto 16, 2022
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È ora di contrastare i privilegi della lobby dei tassisti

La protesta dei taxi ha paralizzato Napoli, davvero non si può entrare nella modernità? E Cosenza resta a guardare

L’Italia è un paese stupendo. Napoli una città tra le più belle del mondo. Paesaggi incantevoli e bla bla bla. A fronte di tutto ciò però il problema più grande è che nel nostro Paese sembra sempre che bisogni per forza essere ancorati al passato. Un passato bello per carità, ma che non vuole fare i conti con le mutate esigenze di mobilità. Ed è così che da due giorni l’Italia e la città partenopea in particolare sono praticamente bloccate dalla protesta dei taxi contro il ddl concorrenza e la cosiddetta «liberalizzazione».

Fondamentalmente però, alla categoria, non piace che nel Bel Paese operi un servizio come Uber, una società che fornisce un servizio di trasporto automobilistico privato attraverso un’applicazione mobile che mette in collegamento diretto passeggeri e autisti, che nel resto della nazione sta avanzando a grandi falcate.

E allora che si fa? Visto che ai tassisti il servizio non piace, perché «sporcherebbe il loro giardino», si proclama lo sciopero. Eppure tutto ciò non è una storia nuova. Già tempo addietro si era parlato di adeguamento delle tariffe orarie, si era parlato di portare subito Uber all’ombra del Vesuvio. Ma già all’epoca si alzò un polverone e i titolari di licenza si opposero. Risultato? Napoli è una delle poche grandi città al mondo in cui il servizio non c’è.

La libertà di aderire a uno sciopero

Addirittura, per controllare che tutti aderissero allo sciopero, si sarebbero organizzate «ronde» di addetti ai lavori che giravano in città in cerca del collega «crumiro». Non esiste manco più la libertà di scegliere se aderire o no a uno sciopero? Un’altra domanda che sorge spontanea è però questa: i taxi attualmente in circolo nella città partenopea riescono a rispondere pienamente all’esigenza di mobilità? A noi parrebbe proprio di no, e un aiuto di certo non farebbe male. Ma davvero tutto è lecito e possibile per salvaguardare gli interessi personali?

Nella giornata di ieri e anche questa mattina, causa disservizi Eav, Anm (e chi ne ha più ne metta) coincidenti con la rivolta degli operatori dei taxi, da Fuorigrotta a Chiaia, passando per Mergellina e per il Centro Storico si sono vissuti attimi di delirio per i trasporti. Ingorghi ovunque e migliaia di persone in attesa, per ore sotto al sole, di poter prendere un autobus.

Il ruolo del Comune di Napoli

L’assessore Cosenza aveva promesso di predisporre un aumento delle corse dell’Alibus, ma il provvedimento è stato del tutto insufficiente e le potreste non sono mancate. «Il Direttore del trasporto di superficie ANM, nei giorni scorsi, dopo le pessime figure fatte dall’azienda nei riguardi dei turisti relativamente al servizio Alibus, aveva garantito la fine dei disservizi e rassicurato tutti alla vigilia dello sciopero di 48 ore dei tassisti» scrive Marco Sansone in un post su Fb aggiungendo: «Per rafforzare il servizio Alibus sono state anche soppresse alcune linee ordinarie, con ulteriori ricadute sul diritto alla mobilità dei cittadini delle periferie. Ed infatti lo scenario di stamattina all’attestamento Alibus di Piazza Garibaldi è questo…» allegando un video che riproponiamo in calce.

Ma davvero l’assessore Cosenza pensava di aver risolto così? Sarà impegnato a scegliere il vincitore del Premio «Noootizione della settimana» e si sarà distratto. Allora gli diamo noi un «Noootizione»: Napoli ha bisogno di urgenti risposte: la mobilità è nel caos e presto (vedasi chiusura della funicolare a breve) sarà ancora peggio.

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