Il camorrista chiama l'amante durante un summit (foto di repertorio)

Il camorrista intercettato mentre parla con l’amante e le confida la paura di essere arrestato

Chiama l’amante mentre è ancora in corso un summit di camorra, durante il quale i vertici della cosca hanno annunciato agli affiliati più «stretti» che il reggente del clan è stato arrestato. La circostanza emerge da una intercettazione telefonica, che finisce in una informativa di polizia giudiziaria redatta contro una temibile organizzazione criminale del Vesuviano. Il camorrista, si allontana, evidentemente, dal luogo della riunione, e spiega quanto è accaduto qualche ora prima. Racconta che il capoclan è stato arrestato, perché gli hanno trovato una pistola nel giardino di casa, e secondo quanto ipotizzano i malavitosi, l’arma sarebbe stata messa nella proprietà del boss, apposta per incastrarlo. Le indagini dimostreranno chiaramente, che le cose non sono andate così, ma nel frattempo il camorrista intercettato, va nel panico e teme che possa essere anche lui obiettivo di un tranello. Allora decide di non tornare a casa (quella in cui vive con moglie e figli), almeno per qualche giorno, «così – dice il malavitoso all’amante – sono più sereno». «Comunque a quell’amico mio gli hanno fatto una infamità», continua l’affiliato, parlando al telefono con la donna. «Sì?», lo interroga l’amante. «Sì, quel pacchetto (la pistola, ndr) ce lo hanno messo apposta, là dentro», risponde l’uomo. Che prima di terminare la comunicazione spiega alla sua interlocutrice: «Perciò non vado neanche io a casa, per un po’ di giorni, perché possono fare la trappola anche a me».