Raffaele Amato al momento del suo arresto
Il boss degli Scissionisti, Raffaele Amato

Il summit in Spagna tra Raffaele Amato e un «inviato» della cosca di Cupa dell’Arco

Dopo l’allontanamento in Spagna (avvenuto nel 2003, ndr) di Raffaele Amato detto ’o Lello, che di lì a qualche mese sarebbe diventato uno dei capi degli Scissionisti, si registra un incontro in terra iberica. Si tratta di una sorta di summit chiarificatore, organizzato da Cosimo Di Lauro (all’epoca vertice indiscusso della cosca di Cupa dell’Arco). Nei fatti, Cosimo voleva comprendere per quale motivo Amato avesse lasciato Napoli. C’è da premettere che i rapporti tra i due erano già da tempo logori, per il fatto che Cosimo – come hanno riferito numerosi collaboratori di giustizia – trattava Amato come un subalterno, non riconoscendogli ruolo e rispetto dovuti a uno dei principali personaggi criminali del «sistema» dell’area Nord.

Dell’incontro in Spagna, rendiconta il collaboratore di giustizia Antonio Prestieri, messo a conoscenza della cosa, direttamente da Cosimo Di Lauro. Poco dopo che Amato si era trasferito in Spagna, senza naturalmente avvisare i Di Lauro, «Cosimo lo cercava (cercava Amato, ndr), provando ad avere notizie anche dagli altri suoi familiari, pure affiliati di spicco, come Cesare Pagano (cognato di Amato, ndr)», dichiara Prestieri.

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«Questi familiari – continua il collaboratore di giustizia – lasciavano intendere a Cosimo, che Amato si era momentaneamente allontanato perché offeso (del comportamento di Cosimo nei suoi confronti, ndr). Solo successivamente, qualche mese dopo, quando anche questi soggetti e le loro famiglie sparirono da un giorno all’altro da Secondigliano, Cosimo comprese che la questione era più grave del previsto».

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A questo punto, racconta Prestieri, Cosimo Di Lauro «mandò in Spagna, un affiliato di spicco, tale Pepesce (deceduto nel 2007, ndr), il quale incontrò Amato, che gli disse che lui non faceva più parte del clan Di Lauro, e che voleva che più nessuno lo andasse a cercare in Spagna. E’ stato Cosimo a dirmi queste cose, mentre mi raccontava, vedevo che era sorpreso, nel senso che non si sarebbe mai aspettato una tale reazione da Amato. Non so se di questi fatti, lui abbia parlato con il padre (Paolo Di Lauro, ndr)».

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