venerdì, Agosto 12, 2022
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È giunto il momento per l’assessore Clemente di rassegnare le dimissioni

La delegata è l’unica tra i suoi competitor che riveste ancora un ruolo istituzionale, e per di più nella città in cui si è candidata a sindaco

di Giancarlo Tommasone

In ordine, rigorosamente alfabetico, citiamo i candidati sindaco iscritti ufficialmente alla gara per la fascia tricolore a Napoli: Antonio Bassolino, Alessandra Clemente, Sergio D’Angelo, Gaetano Manfredi, Catello Maresca. Bassolino è in pensione; D’Angelo, ad aprile scorso, è stato sollevato dall’incarico di commissario dell’Abc (partecipata del Comune); Manfredi è un docente universitario; Maresca è un pm in aspettativa. Al momento, dunque, l’unico candidato sindaco che ancora ricopre un incarico istituzionale, e per di più, proprio nel Comune della città che si appresta ad andare alle urne, è l’assessore Alessandra Clemente.

Dalla quale, ci aspetteremmo, a questo punto, le dimissioni. Per quale motivo? Perché, a differenza di un primo cittadino (vedi de Magistris nel 2016) che si ricandida ma che ha anche il dovere di assicurare la continuità nella guida del Municipio, un assessore in carica, con un eventuale atto amministrativo, potenzialmente, potrebbe innescare un conflitto di interessi tra la utilità collettiva e l’interesse elettorale di parte. Vogliamo sottolineare che confidiamo nella buona fede e nella correttezza di Alessandra Clemente, e proprio per questo ci aspettiamo, nel giro di qualche giorno, un gesto di bon ton, di rispetto della politica, del ruolo e dei suoi stessi competitor.

Clemente, è iscritta alla corsa addirittura dallo scorso ottobre, e da mesi è impegnata in campagna elettorale; le dimissioni rappresenterebbero una conseguenza naturale per chi, come lei, tra l’altro, avvocato, è da sempre attenta al rispetto delle regole, è da sempre in prima linea sul fronte della legalità. Proprio per non dare adito a fraintendimenti, per rendere più tranquilla e meno velenosa, la campagna elettorale, dovrebbe adesso fare un passo indietro e rimettere l’incarico. È una regola politica, non c’è, lo ribadiamo, nessun obbligo, se non quello afferente alla sfera etica.

Una regola a cui, in passato, si sono attenuti anche altri assessori, allora in carica al Comune di Napoli. Ricordiamo che, Sergio D’Angelo e Alberto Lucarelli, nella Giunta de Magistris erano titolari delle deleghe al Welfare, e ai Beni comuni, e si dimisero subito, per partecipare, nella lista Rivoluzione civile, di Antonio Ingroia, alle Politiche del 2013. Si dimise anche Franco Moxedano, da assessore al Personale a Palazzo San Giacomo, dopo aver deciso di candidarsi al Consiglio regionale delle Campania nel 2015.

Sulla questione è intervenuto anche l’ex consigliere del Comune di Napoli, Raffaele Ambrosino: «Le dimissioni, anche se non obbligatorie, sono necessarie. Sono moralmente  ed eticamente indispensabili, va interrotta la possibilità di compiere scelte che potrebbero essere orientate da opportunistici interessi elettorali. Il sindaco è stato sempre attento a questi aspetti ma la Calabria, evidentemente, lo distrae non solo dai problemi della città».

Qualche giorno fa, indiscrezioni di stampa annunciavano le dimissioni di Clemente, date per certe a fine giugno. L’assessore, però, avrebbe confidato la sua volontà di lasciare l’incarico di assessore, ai componenti del suo staff, ma non ha reso alcuna dichiarazione pubblica riguardo alla eventuale e presunta decisione. E va da sé, che non è la stessa cosa. È una questione di rispetto, e pure di eleganza.

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