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Microcriminalità scatenata a Napoli (foto di repertorio)

I sodali del clan Polverino commentano (intercettati) l’omicidio di Giuseppe e Filippo Esposito avvenuto a maggio del 2016

Il fatto che qualcuno fosse venuto a sparare a Marano, senza permesso, «facendo due morti», fece infuriare non poco, gli affiliati ai Polverino. Non la presero per niente bene. Intercettati, mentre si trovano in auto, sono due sodali di spicco della cosca fondata dal ras Giuseppe, alias ’o barone. Commentano il duplice omicidio, di Giuseppe e Filippo Esposito (padre e figlio), consumato il 7 maggio del 2016, in un’autofficina di Via Unione Sovietica, a Marano. Il delitto avviene nell’ambito della guerra di camorra che si sta combattendo alla Sanità. Giuseppe e Filippo Esposito, sono infatti rispettivamente, il padre e il fratello di Emanuele Esposito, ritenuto killer del gruppo guidato da Antonio Genidoni, e considerato dalla Procura autore della strage di Via Fontanelle (vennero uccisi due dei Vastarella, altri tre furono feriti). La circostanza dei commenti intercettati sul duplice omicidio, da parte degli affiliati ai Polverino, è stata riportata dal quotidiano Cronache di Napoli.  

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