lunedì, Novembre 29, 2021
Home Inchieste e storia della camorra Duemila euro di drink per festeggiare il pestaggio

Duemila euro di drink per festeggiare il pestaggio

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Così vivono i baby boss

La camorra a Rimini utilizzava giovani napoletani in trasferta per compiere le proprie azioni criminali. Lo faceva anche e soprattutto Ciro Contini che in Emilia Romagna puntava a costruirsi una sua storia di malaffare. Lontano dai riflettori dello zio Edoardo e dell’Alleanza di Secondigliano. È quanto emerge da un’ordinanza che ha colpito il boss e la nascente organizzazione camorristica in terra romagnola. Come Stylo24 ha già raccontato, nel momento del bisogno il boss nascente si faceva raggiungere da un gruppo di 4/5 giovani «pericolosi “pendolari” del crimine».

Giovani pronti a tutto come a pestare chi si frapponeva tra il capoclan e le proprie mire. Nel gruppo però c’è anche un «picciotto» meno giovane. Tale Pasquale P. che in una conversazione telefonica con la moglie «confida di non trovarsi a proprio agio con i ragazzi, in quanto lui aveva 45 anni mentre tra loro il più grande aveva 28 anni». Colloquio intercettato dagli inquirenti e grazie alla quale si scopre l’alto tenore di vita tenuto dagli altri componenti della banda.

I ragazzi, evidentemente, venivano retribuiti profumatamente per le loro azioni. Al punto che per rilassarsi e divertirsi il gruppo riuscì a spendere in una nota discoteca di Riccione circa 2000 euro in alcolici. Una situazione in cui Pasquale P. «soffriva in quanto non abituato a dover chiedere il denaro agli altri ed in particolare ad una persona più giovane di lui».

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