di Giancarlo Tommasone

Due casi, registrati a Meta e a Capri. Il primo, risalente a più due anni fa, ma emerso solo nella scorsa primavera, ha avuto come vittima una turista inglese, il secondo, invece, è avvenuto a luglio scorso sull’isola azzurra, ai danni di una 33enne di nazionalità francese.

Entrambe le donne,
secondo
quanto ricostruito
dagli inquirenti,
sono cadute nella rete tesa da uomini,
che ne hanno abusato sessualmente
dopo aver somministrato loro
la droga dello stupro

Ma, stando alle denunce e alle segnalazioni che continuerebbero ad arrivare alle forze dell’ordine, come pure tenne a sottolineare lo scorso maggio, il procuratore Alessandro Pennasilico, sarebbero avvenuti molti episodi simili a quelli di Meta e dell’isola azzurra. Alla base di tutto c’è, come scrivevamo, la droga dello stupro: la ghb, sigla che indica l’acido gamma-idrossibutirrico. In Italia è commercializzata col nome di Alcover, si tratta di un farmaco somministrato esclusivamente su ricetta medica, agli alcolisti, perché riduce il bisogno di continuare a bere. Si usa anche come anestetico, per lenire i dolori del parto e per curare la narcolessia.

La sostanza, insapore e incolore,
si trova oltre che in forma liquida
(dalla consistenza di uno sciroppo),
anche in polvere e in compresse

Una confezione di Alcover da 140 ml (17,5% di sodio oxibato, il principio attivo che caratterizza il farmaco) costa intorno ai 34 euro. Per bypassare il problema della prescrizione, può sempre essere acquistato al mercato nero oppure on line. La ghb, inoltre, sta diventando molto diffusa tra i giovani, si assume sciolta nell’acqua e provoca stato di euforia, una sorta di sbornia, senza però i postumi quali ad esempio mal di testa e nausea. Il sodio oxibato ha effetti depressori, quindi è altamente sconsigliato assumerlo con bevande alcoliche o con altri «calmanti».

Preso in dosi elevate o associato
ad alcol (o ad altri farmaci depressori), porta prima a un alto stato confusionale, poi alla perdita di conoscenza
con conseguente amnesia

Una soluzione perfetta per gli stupratori, che agganciata la vittima, riescono a farle consumare bevande alcoliche «corrette» con la ghb, arrivando così ad avere completamente la preda sotto controllo.

Allarme per la diffusione della droga dello stupro

Ma come fare per evitare di cadere nella rete degli aguzzini?

Stylo24 lo ha chiesto a un funzionario di polizia, che vanta una esperienza di oltre 20 anni presso la sezione Narcotici della Mobile. «La prima regola, naturalmente, è quella di non accettare cocktail offerti da sconosciuti, o nel caso ci si fidi di una persona mai vista prima e magari incontrata in un locale, premurarsi almeno di prendere da sé la consumazione offerta, avvicinandosi al bancone del bar e accertandosi delle fasi della preparazione del cocktail, così da evitare manomissioni. Il mio consiglio, quando si tratta di sconosciuti è di non fidarsi mai, del resto le tecniche di chi utilizza le droghe dello stupro sono tante e tali e una volta agganciata la vittima, riescono quasi sempre a compiere la propria missione balorda», spiega il funzionario.

La regola base: mai accettare drink dagli sconosciuti

«Consigliamo poi, alle ragazze che vanno in discoteca in comitiva – raccomanda ancora il poliziotto – di restare quanto più possibile vicine ai propri amici. E in caso di strani movimenti o di comportamenti sospetti registrati da parte di una o più componenti del gruppo dopo aver consumato una bevanda alcolica, di non perdere di vista la possibile vittima e di avvertire la sicurezza del locale». «Naturalmente si tratta di regole basilari da seguire, anche se alla fine, – dichiara il poliziotto – come ci ha insegnato la cronaca degli ultimi episodi emersi, mi riferisco soprattutto a quello di Meta, è quasi impossibile evitare di subire una azione delittuosa, quando ad architettarla e a produrla siano persone di cui ci fidiamo, persone che magari lavorano in una struttura alberghiera, pagate per fornire un servizio ai clienti. Voglio dire, come fai ad evitare che ti venga somministrata la droga dello stupro, se a versarla nel tuo drink è proprio il barman?».