Giuseppe Montella, il carabiniere arrestato nell'ambito dell'operazione Odysséus

Le conversazioni intercettate tra l’appuntato Montella e il suo «socio in affari»

Con assai poca fantasia, i «soci in affari», il carabiniere Giuseppe Montella e il «civile» Daniele Giardino, parlavano (intercettati) delle sostanze stupefacenti da smistare ai pusher o da vendere ad altri gruppi di trafficanti, utilizzando quello che in gergo si chiama «passaggio di mano». Le partite di droga, da consegnare di volta in volta, venivano indicate (quando non fossero stati usati termini espliciti come fumo, marijuana, cocaina) come «cioccolato», «confezioni bianche», «confezione marrone», «panette», «scarpe». Di rilievo – è riportato nell’ordinanza a firma del gip del Tribunale di Piacenza, Luca Milani – il contenuto della conversazione intercettata il 27 febbraio del 2020, grazie alle microspie installate sulla vettura di Montella, e al trojan inoculato nel telefono dell’appuntato. Il carabiniere e il suo socio hanno problemi nel quantificare la «giacenza» di droga.

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«Stante la pluralità delle operazioni di approvvigionamento e cessione di cospicui quantitativi di sostanza stupefacente – annotano gli inquirenti -, appaiono palesi le difficoltà dei due a raccapezzarsi con la “giacenza di magazzino”».  Di fronte ai «calcoli» di Giardino che fa notare a Montella, come questi fosse depositario e custode di 20 confezioni di hashish, il carabiniere afferma: «No, fratè (si rivolge a Giardino, ndr) sono diciotto… più le tre mie che le ho messe già da parte».  

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Da notare, osservano gli inquirenti, come il carabiniere «infedele» sia poi proiettato a ottenere il massimo del guadagno dal traffico effettuato. «Sono duemila euro, eh… sono soldi. Perché tu vai sulla grossa quantità, sul piccolo (piccola quantità) non si guadagna un cazzo», afferma Montella. E Giardino gli fa eco: «Infatti». «Non vale neanche la pena vendere un chilo… per cento euro che cazzo ti muovi a fare, è più il rischio che il guadagno», afferma l’appuntato dell’Arma finito in carcere nell’ambito dell’operazione Odysséus.