Il Coronavirus non ferma i traffici di droga, scatta il triplice sequestro della guardia di finanza nella sede logistica del colosso delle spedizioni: un 30enne irpino nei guai

di Luigi Nicolosi

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Il Coronavirus aguzza l’ingegno e per gli specialisti del traffico di droga si spalancano nuove praterie. Non tutte le ciambelle, però, riescono con il buco. La guardia di finanza, grazie a una serie di blitz mirati effettuati nella sede logistica di Arzano di un colosso internazionale delle spedizioni, è riuscita a risalire a uno spacciatore avellinese resosi protagonista di almeno novanta consegne di hashish e marijuana: tanti sono stati infatti plichi finiti sotto sequestro negli ultimi giorni. Tutti avevano lo stesso mittente ed erano diretti verso i più disparati comuni d’Italia: da Napoli a Enna, fino all’hinterland milanese.  

A entrare in azione sono stati gli uomini del comando provinciale della guardia di finanza di Napoli, i quali hanno sequestrato, nel corso di tre distinti interventi, due chili di hashish e marijuana contenuti in circa 90 plichi postali, già confezionati per il consumo. In particolare, i finanzieri del secondo nucleo Operativo metropolitano sono riusciti ad individuare un canale di spedizione delle sostanze intercettando i relativi plichi nell’“hub” di smistamento dell’area metropolitana di Napoli di un’importante società di spedizioni internazionale con sede ad Arzano. L’attuale situazione emergenziale preclude, almeno sulla carta, l’attività di spaccio su strada degli stupefacenti e obbliga la criminalità, come in questo caso, a ricorrere a metodi alternativi, quali l’acquisto di droga tramite internet su siti specializzati, e la conseguente spedizione della stessa, tramite corrieri privati completamente inconsapevoli, spesso utilizzando carichi di copertura. L’operazione delle fiamme gialle conferma che l’emergenza nazionale causata dal Covid-19 non ferma il traffico e lo spaccio di sostanze stupefacenti, che ora viene commercializzata su canali ancora attivi, come appunto le spedizioni tramite corrieri.

Le indagini sul caso sono però tutt’altro che archiviate. Gli investigatori della guardia di finanza puntano adesso a capire se il 30enne avellinese operasse da “battitore libero” o se avesse alle spalle un’organizzazione criminale strutturata sul territorio irpino. Ancora da ricostruire inoltre il modo con il quale il trafficante veniva rintracciato dagli acquirenti. Sul punto, non è da escludere che il pusher 2.0 ricorresse all’uso dei “market” messi a disposizione degli utenti da alcune arcinote piattaforme social. Del tutto è stata ad ogni modo già informata l’autorità giudiziaria e l’inchiesta potrebbe presto entrare nel vivo.