mercoledì, Febbraio 1, 2023
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«Dossieraggio indegno contro di me». C’è un primo indagato

Teresa Manzo a Stylo24: «Mi aspettavo maggiore tutela da parte del Movimento. Non c’è stata possibilità di difendermi»

Una persona iscritta nel registro degli indagati nell’ambito del fascicolo sul presunto dossieraggio contro l’esponente grillino ed ex deputata Teresa Manzo. L’indagine nata dopo che la stessa deputata ha presentato un esposto alla Procura della Repubblica di Torre Annunziata indicando anche il nome di colui che sarebbe il presunto estensore del dossier. Lo riporta un articolo di Vincenzo Lamberti e Giovanna Salvati pubblicato sul quotidiano Metropolis. Una vicenda che è costata cara all’esponente grillino. Esclusa dalle liste perché accusata di aver inquinato le cosiddette «parlamentarie», consultazioni grilline per scegliere i candidati alle elezioni politiche, in cui ottenne 708 preferenze.

Secondo le accuse di un militante, l’allora deputata avrebbe votato in prima persona per conto di alcuni elettori, utilizzando le loro credenziali per accedere alla piattaforma Sky Vote, con un computer all’interno della sede del Movimento 5 Stelle di Castellammare di Stabia. Lei ha sempre respinto questa versione: «I gestori della piattaforma Sky Vote – affermò – possono fare un check sull’indirizzo ip che ho segnalato, in modo da verificare se dallo stesso siano state effettuate più operazioni di voto, oppure ricercare una sequenza che comprende uno stesso ip per più voti». Le sue rassicurazioni però non furono ascoltate dai vertici romani del M5S che decisero per il taglio.

La tesi dell’ex deputata

Una storia oscura che la stessa non si spiega, a mesi di distanza. «Ciò che è accaduto prima e ha determinato la mia esclusione dalla lista è ancora avvolto dal mistero, almeno per me» afferma la Manzo a Stylo24. «Il risultato delle parlamentarie – aggiunge – è stato il frutto di oltre 4 anni e mezzo al servizio del territorio, dei cittadini e delle amministrazioni comunali che, a prescindere dalle appartenenze politiche, hanno trovato in me sempre spirito collaborativo, e la cosa ha anche contribuito a far ottenere al Movimento un buon risultato alle elezioni in città metropolitana. Per questo posso affermare con estrema serenità che le 708 preferenze, che mi hanno vista essere la più votata alle parlamentarie, non sono viziate da alcuna turbativa».

Il contraddittorio mancato

Per questo «mi aspettavo che di fronte ad un dossier palesemente diffamatorio, i vertici del Movimento approfondissero la questione e mi dessero la possibilità di difendermi da accuse infamanti. Del resto tutti hanno avuto modo di constatare che il mio impegno verso il progetto rappresentato dal M5S è stato sempre serio e leale. Per questo mi aspettavo che mi fosse data la possibilità di avere un contraddittorio con coloro che successivamente e, unilateralmente, hanno deciso la mia esclusione dalle liste. Da questa vicenda ne è uscita lesa anche l’immagine professionale e sotto tale aspetto, la decisione di escludermi di certo non è stata utile a mantenere indenne il mio profilo professionale».

«Avrei potuto farmi un’idea di ciò che è successo se avessi preso visione di questo famoso dossier che mi riguarda, ma pare sia prevalsa la necessità di tutelare la privacy di chi mi ha diffamato. Quindi ad oggi non sono ancora in condizioni di conoscere i motivi reali della mia esclusione dalla competizione del 25 settembre scorso. Non mi resta altro che attendere l’esito delle indagini in corso».

I risvolti politici

Perché qualcuno avrebbe voluto tagliarla fuori dalla corsa al Parlamento?

«Non saprei, io sono abituata alla competizione leale. Non so né per quale motivo è stata montata questa storia, né se c’è stata premeditazione. Mi auguro che presto la magistratura possa fare chiarezza sulla vicenda e sulle responsabilità di quanto mi è accaduto»

Il M5S si è comportato correttamente?

«Penso abbia agito con troppa fretta nel gestire la vicenda, ritrovandosi a dare credito alle gravi accuse rivolte ad un suo parlamentare, in quel momento ancora in carica. Purtroppo devo dire che mi aspettavo una tutela maggiore da parte del Movimento che di fatto non c’è stata. Non rinnegherò mai il mio percorso con il M5S, che è un aspetto che resta distinto dalla sfera dei rapporti umani che al contrario mi hanno lasciato con l’amaro in bocca. Dieci anni di attivismo politico, fuori e dentro le istituzioni, non si possono cancellare con un semplice colpo di spugna. Dopo che nessuno mi ha cercata ho anche avanzato varie richieste per un incontro chiarificatore. Purtroppo ad oggi non mi è stato ancora concesso, ma aspetto fiduciosa».

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