L’indagine a Sant’Antimo

di Luigi Nicolosi

Sono state indagini delicate e difficili quelle che hanno portato all’arresto dei cinque carabinieri della tenenza di Sant’Antimo ad opera dei militari di Castello di Cisterna a conclusione di una indagine della Dda di Napoli. Accusati di aver brigato per far allontanare dalla tenenza un loro collega, oggi comandante nel Casertano. Il maresciallo vittima del ricatto, Giuseppe Membrino, protagonista di sequestri e operazioni di polizia giudiziaria nei confronti del clan Puca, venne pedinato e fotografato al fine di raccogliere informazioni compromettenti sul suo conto.

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Fu ripreso anche con una donna con cui aveva rapporti confidenziali; non la sua amante, ma una sua informatrice. Il dossier fu poi confezionato e messo nella cassetta della posta del militare. Il sottufficiale dell’Arma resistette però a quella prima intimidazione salvo poi arrendersi al trasferimento, disposto d’urgenza per ragioni di sicurezza, quando fu piazzata una bomba carta sotto la sua auto.