Fondamentale per l'inchiesta l'attività di intelligence

Ricatto a luci rosse

La Procura di Napoli ha chiesto la misura cautelare anche per concorso esterno in associazione mafiosa e altre ipotesi di reato nei confronti dei carabinieri arrestati oggi, ma la richiesta non è stata accolta dal giudice. La Procura però ha proposto appello.

Le indagini hanno evidenziato la sistematicità e la spregiudicatezza delle condotte, ritenute particolarmente gravi. È emerso praticamente un vero e proprio asservimento nei confronti dei clan della zona di Sant’Antimo (Napoli), i Puca, in particolare nei confronti di Pasquale Puca (in carcere al 41bis), anche da Francesco di Lorenzo, finito ai domiciliari, che è stato anche presidente del Consiglio comunale di Sant’Antimo.

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I carabinieri arrestati consentivano, secondo gli investigatori, l’immunità alla camorra locale. La ricostruzione dei fatti è stata avviata grazie alle dichiarazioni di due collaboratori di giustizia.

Ecco i nomi di tutti gli indagati oltre a Di Lorenzo: Vincenzo Di Marino, Carmine Dovere, Michele Mancuso, Raffaele Martucci, Vincenzo Palmisano, Angelo Pelliccia, Daniele Perrotta, Camillo Petito, Pasquale Puca e Corrado Puzzo.