(Nelle foto gli imputati Renato Napoleone e Francesco Paolo Russo)

Delitto Casone-Ferrante, stangata in primo grado per il commando del clan degli Scissionisti che aveva dichiarato guerra ai Moccia: in tre incassano il carcere a vita

di Luigi Nicolosi

Duplice omicidio nel centro estetico, stangata in primo grado per i presunti uomini del commando. Agguato in stile “Gomorra” ad Arzano, la Corte d’assise di Napoli ha condannato alla pena dell’ergastolo il mandante e i due killer dell’assassinio del ras del clan Moccia, Ciro Casone, e del suo guardaspalle, Vincenzo Ferrante. Carcere a vita, dunque, per i ras del clan degli Scissionisti, Renato Napoleone, Francesco Paolo Russo e Angelo Antonio Gambino.

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Nel processo di primo grado che è stato celebrato davanti alla seconda sezione della Corte d’assise di Napoli i tre imputati si sono, di contro, sempre professati innocenti. Di tutt’altro avviso è stata però la pubblica accusa che, forte delle rivelazioni fornite da alcuni nuovi collaboratori di giustizia, a metà dicembre ha chiesto le pena dell’ergastolo per tutti e tre gli imputati.

Quanto al quadro indiziario, ci sarebbe stato un insospettabile ad aiutare il commando degli Amato-Pagano che il 26 febbraio 2014 entrò in azione ad Arzano eliminando il ras dei Moccia Ciro Casone e il suo presunto guardaspalle Vincenzo Ferrante. Una persona alla quale la vittima designata era stata in passato molto vicina ma che, messa alle strette, nel momento in cui gli Scissionisti avevano deciso di prendere il controllo degli affari criminali nella cittadina a nord di Napoli, si è ritrovata nella condizione di non poter dire di “no”: o la sua vita o quella del “padrino”. Quella che ne venne fuori fu una mattanza in pieno stile “Gomorra”.