Doppio incarico Eav
Il difensore civico della Campania, Giuseppe Fortunato

Il doppio incarico in Eav di De Gregorio come presidente e direttore sarebbe frutto di una procedura illegittima

di Fabrizio Geremicca

“Giovedì scorso sono stato ascoltato dai carabinieri nel mio ufficio al Centro Direzionale. Sono stati delegati ad acquisire informazioni e documenti dal pubblico ministero Maria Di Mauro, titolare del fascicolo di indagine che è scaturito dalla mia denuncia sulla nomina di Umberto De Gregorio a direttore amministrativo dell’Ente Autonomo Volturno da parte di De Luca. Sono rimasti con me per  tutta la mattinata. Hanno posto domande sul ruolo nella vicenda del presidente della giunta regionale e di Cascone, che ha la delega ai Trasporti”. Parole di Giuseppe Fortunato, il difensore civico del consiglio regionale che un paio di mesi fa – lo raccontò all’epoca Stylo24 – presentò un esposto in Procura nel quale evidenziava presunte irregolarità che avrebbero caratterizzato la vicenda. Le indagini sono state avviate ed è in corso la fase dell’acquisizione di documenti e testimonianze. Secondo Fortunato il doppio ruolo che De Gregorio riveste dal 13 luglio 2018, quando – già presidente di Eav – rilevò anche le funzioni di Pasquale Sposito, il precedente direttore generale, il quale si dimise ma è rimasto in azienda con il ruolo di direttore operativo centrale, presenterebbe profili di illegittimità. Fortunato si è mosso dopo che ha ricevuto una richiesta di intervento da parte di Giuseppe Raccioppi, ex dirigente di Eav il quale aveva partecipato alla selezione per direttore generale.

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In particolare, il difensore civico adombra che le dimissioni di Sposito sarebbero state il frutto di una intesa con De Gregorio finalizzata ad assicurare al presidente di Eav il doppio incarico e “un compenso superiore al triplo rispetto a quello che prendeva in precedenza. De Gregorio, infatti, come presidente di Eav percepiva 43.000 euro all’anno. Gli emolumenti del  direttore generale ammontano a 140.000 euro annui”. Discutibile, secondo Fortunato, anche la circostanza che Sposito, dimissionario dal ruolo di direttore generale, sia stato subito destinato all’incarico di direttore operativo centrale. “A seguito delle dimissioni”, scrive Fortunato nell’esposto, “si diventa estraneo all’Ente, per cui non è spiegabile, in termini di buona amministrazione, come si diventi dirigente. Ed è in re ipsa l’accordo strumentale ed illecito con il Presidente dell’Eav il quale aspirava, aggiuntivamente, alla poltrona stessa lasciata apparentemente vacante per ottenere un compenso più che triplo del precedente”.

La procedura illegittima di nomina a direttore di De Gregorio – è un punto cruciale della denuncia di Fortunato – coinvolgerebbe i vertici della giunta regionale campana.  Scrive nella denuncia che ha originato l’indagine affidata al pm Di Mauro: “Il 13 luglio 2018 si è tenuta una surreale assemblea dell’unico socio dell’Ente Autonomo Volturno, che è la Regione Campania,rappresentata dall’ingegnere Luca Cascone su delega della giunta regionale della Campania. Cascone, nella riunione svoltasi sotto la presidenza di De Gregorio, dopo avere confermato per un triennio, il massimo consentito, il presidente in carica e gli altri due consiglieri di amministrazione, ha nominato come direttore generale, ricorrendo alla formula ad interim, il medesimo presidente”. Fa riferimento anche ad altri compensi – “47.000 euro” –  di De Gregorio, quali risultano dal sito ufficiale di Eav. S’interroga sui motivi per i quali, dopo le dimissioni di Sposito, Eav non lo abbia sostituito con il secondo in graduatoria nel concorso per direttore generale  espletato in precedenza proprio per quello incarico e nel quale Sposito si era piazzato al primo posto. Rileva, ancora, che dal 2018 ad oggi sono stati banditi vari concorsi in Eav, ma non quello per direttore generale. Stigmatizza, poi, la circostanza che, a sostegno della scelta di De Gregorio come direttore generale, la Regione abbia tirato in ballo un provvedimento dell’Anac che, relativamente all’Atac, l’azienda di trasporti capitolina, escludeva una ipotesi di incompatibilità tra il cumulo degli incarichi di direttore generale e presidente. A detta di Fortunato, il riferimento è incongruo perché, tra l’altro, “il caso Atac riguarda la nomina con deliberazione del consiglio di amministrazione aziendale(e non dell’Ente socio) e l’ingegnere Paolo Simioni, direttore generale dell’Atac, è stato nominato  sulla base di un curriculum manageriale nel campo dei trasporti di 17 anni”. Il j’accuse di Fortunato passa in rassegna anche un nuovo incarico assunto da De Gregorio a gennaio di quest’anno in Eav: direttore delle risorse umane ed organizzazione. ”Il presidente – scrive – è davvero incontenibile ed ha realizzato in sé un trio esemplare di alte responsabilità”.

De Gregorio due mesi fa, quando Fortunato presentò la denuncia in Procura, annunciò che lo avrebbe querelato e rispose – intervistato da Stylo – alle accuse del difensore civico. ”C’è da dire innanzitutto – disse – che Fortunato non ha titolo per parlare di questo argomento. Ci sono due giudizi del Tar Campania che hanno respinto i ricorsi di Raccioppi e dubito che un difensore civico regionale possa spingersi oltre quel che hanno decretato i magistrati di un tribunale. Dovrebbe per questo dimettersi”. Aggiunse: “Quanto fatto con me dalla Regione, mi riferisco all’incarico di direttore generale che si è aggiunto a quello di presidente, è avvenuto anche in Atac con il parere favorevole dell’autorità nazionale antri corruzione. Gli altri compensi dei quali parla Fortunato nell’esposto sono extra e nulla hanno a che fare con Eav. Quanto allo incarico di direttore del personale che ho assunto a gennaio, c’era stato un concorso. Il primo in graduatoria aveva rifiutato e pure il secondo. Mi sono preso le deleghe facendo risparmiare all’azienda 120.000 euro. Sarà espletato, comunque, un altro concorso. Io non avevo alcun interesse a farmi carico anche di questo ruolo”. Indirizzò anche una missiva a Fortunato nella quale rivendicava la correttezza delle procedure adottate. “La mia nomina ad interim direttore generale – scriveva – è la soluzione trovata dall’assemblea dei  soci per affrontare la situazione determinata dalle dimissioni di Sposito. Il bando con il quale quest’ultimo era stato nominato era chiuso e, pertanto, dovrà essere emanato un nuovo bando”.  Quanto all’assunzione di Sposito come direttore operativo centrale, secondo De Gregorio ”non era affatto funzionale alla mia nomina, ma alla sua espressa volontà di seguire solo la gestione operativa dell’azienda. Il suo nuovo compenso, pari a 140.000 euro annui, è sostanzialmente identico a quello che percepiva come direttore generale”. Circa, poi, i motivi per i quali, dopo le dimissioni di Sposito non fu nominato un nuovo direttore generale attraverso lo scorrimento di graduatoria del bando, secondo De Gregorio, “non c’era alcun obbligo di scorrimento. Non lo dico io, ma la giurisprudenza prevalente, che certamente è più esaustiva di me. Oltretutto il bando in questione è oggetto di un ricorso presso la giustizia amministrativa . Nelle more della decisione del ricorso, la scelta del socio di investire una sola persona degli incarichi di presidente e di direttore generale consente anche un risparmio all’Ente Autonomo Volturno. Come previsto dalla legge ho infatti rinunciato all’emolumento di presidente”. Versioni inconciliabili, dunque, quelle del difensore civico e del presidente e direttore di Eav. L’indagine in corso aiuterà a fare chiarezza.