Di Maio corregge il post, ma commette un'altra gaffe

Il ministro grillino persevera nell’errato utilizzo della concordanza grammaticale

di Giancarlo Tommasone

Dopo la segnalazione di Stylo24, che ha evidenziato l’ennesimo errore grammaticale commesso da Luigi Di Maio – nel post della serie «cartoline dalla Sardegna» -, il ministro degli Esteri corregge il tiro, ma fa ancora un’altra gaffe. La foto, presentata da uno scritto di qualche riga, è stata prima pubblicata su Instagram e poi condivisa sulla pagina Facebook dell’ex vicepremier, nella tarda serata di ieri. Tanto tempo a disposizione per rendere partecipi i suoi  quasi 2 milioni e 330mila seguaci e gli internauti tutti, della poca dimestichezza con la grammatica italiana, nel caso, quando si tratta di concordare un pronome con un sostantivo.

ad

Dunque, nel post incriminato, quello originale, Di Maio, pubblicizzando le opere dell’artista Pinuccio Sciola di San Sperate (provincia di Cagliari), scrive: «Queste tipo di pietre, le pietre sonore, sono state esposte nel 1998…». E’ evidente come Di Maio accordi in maniera errata il pronome dimostrativo a «tipo»; invece di usare il singolare maschile, ossia «questo», utilizza il femminile plurale, «queste», accordandolo erroneamente con «pietre». Dopo il nostro articolo, qualcuno si accorge dell’errore e lo riferisce allo stesso Di Maio o a chi si occupa della gestione dei suoi social. Fatto sta che il post viene corretto: «Questo tipo di pietre…».

Leggi anche / Di Maio, «questo tipo»
di ministro… che non sa scrivere in Italiano

Paghi della correzione, però, non ci si rende conto che ci sarebbe un’altra gaffe da evitare. «Questo tipo di pietre, le pietre sonore, sono state esposte nel 1998…» recita l’incipit del post. Ma la forma corretta è questa: «Questo tipo di pietre, le pietre sonore, è stato esposto nel 1998». Il verbo infatti si deve accordare al soggetto, che nel caso è maschile singolare, mentre Di Maio lo «piazza» come se il soggetto fosse costituito da un termine femminile plurale. Allo stesso modo non vale nemmeno la cosiddetta applicazione della concordanza a senso, perché nel caso, «pietre sonore» è inserito tra due virgole, in quel tipo di frase che si suole definire «incidentale». Un consiglio a Luigi Di Maio, che tra l’altro vanta la maturità classica: la prossima volta sia più elementare nella scrittura. Sarebbe bastato scrivere «queste pietre» per evitare l’ennesima magra figura sul versante della grammatica italiana.