Un'aula di tribunale (foto di repertorio)

Cade l’accusa di sequestro, i tre incassano in totale 13 anni e otto mesi a fronte dei 38 rimediati in primo grado

Sono accusati di aver tenuto in ostaggio la moglie di una persona che aveva contratto con loro un debito di quattromila euro per una fornitura di stupefacente, e in ritardo nel saldarlo. I fatti contestati sono avvenuti a Casalnuovo. Nelle scorse ore è arrivato il verdetto del secondo grado di giudizio, che ha portato a un sensibile sconto di pena per tutti e tre gli imputati, nei confronti dei quali è caduta l’accusa di sequestro di persona.

Questo il computo delle condanne: Salvatore Esposito incassa 6 anni e 10 mesi di reclusione, a fronte dei 18 anni che gli erano stati inflitti in primo grado; la moglie di Esposito, Daniela Cortopasso rimedia due anni di reclusione (in primo grado era stata condannata a 8 anni). Per la donna, ieri si sono aperte le porte del carcere, perché ha incassato una pena inferiore ai tre anni e non era detenuta per altro. Infine, Armando Tammaro, considerato complice dei due coniugi, ha visto ridimensionata la propria condanna a 4 anni e dieci mesi, rispetto ai 12 anni rimediati in primo grado. La notizia relativa all’esito del processo di Appello, è stata riportata dal quotidiano Il Roma.

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