di Giancarlo Tommasone

Si fa chiamare ‘Donna Imma’, come la matrona della serie Gomorra di cui è fan sfegatata, e secondo gli inquirenti ha istigato suo marito a commettere una brutale aggressione condotta a colpi di spranga, che ha ridotto in fin di vita un 19enne. Siamo in Lucania, in provincia di Potenza, a Lavello per la precisione, centro di poco più di 13mila anime. Non siamo all’ombra del Vesuvio, dove il rischio di emulazione di personaggi della fiction è più alto, anche per una questione di retroterra culturale, perché qui la camorra è nata e qui continua ad evolversi. Le si chiama Angela di Noia e ha 37 anni, ma tutti nel suo paesino la conoscono come Donna Imma. E’ finita ai domiciliari la 37enne, perché avrebbe fomentato il coniuge, Michele Di Cosmo (considerato un piccolo spacciatore e ora in carcere a Potenza) a vendicarsi contro un ragazzo di 19 anni, che a dire della donna, lo avrebbe denunciato alle ‘guardie’ e lo avrebbe fatto finire in manette per possesso di sostanze stupefacenti.

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Lavello, il paese dell’emula di Donna Imma

Anche lontano da Napoli, dunque si assiste a tentativi di emulazione dei personaggi della fortunata fiction. Non stiamo parlando della moglie di un boss di livello delle zone ad alta densità malavitosa delle nostre parti, ma della consorte di un presunto piccolo spacciatore della provincia di Potenza. Ciò per dire che l’appeal (spesso con deriva negativa), che la serie Gomorra ha sul pubblico, è indubbio. Dal punto di vista televisivo, tecnicamente parlando (fotografia, regia, sceneggiatura), è una produzione che bene compete con le più diffuse a livello planetario. Spesso però si parla del fascino nero emanato dalla fiction, quello che per intenderci porta a imitare, a parteggiare per eroi che nulla hanno di positivo. L’opinione pubblica si divide tra chi afferma che non costituisce un pericolo per lo spettatore meno preparato e chi invece vede nella saga di Ciro l’immortale e compagni una insidia – più che strisciante – per menti e coscienze.

Un frame tratto dalla serie televisiva ‘Gomorra’

Si discute ad esempio sul rischio di emulazione dei personaggi, per la quasi totalità appartenenti al mondo della camorra. C’è pure chi sostiene che la serie Gomorra non renda ‘romantici’ i boss.  Ad affermarlo lo scrittore Roberto Saviano, la cui creatura letteraria di quell’universo è ispiratrice. Il pericolo di imitazione, scrivevamo, sarebbe per taluni, particolarmente avvertito a Napoli, città che con la camorra, purtroppo ci convive da duecento anni, e fa registrare in certi ambienti degradati, comportamenti che sembrano  usciti direttamente dalla sceneggiatura della serie. Non si contano i tentativi di somigliare a questo o a quel malavitoso della fiction, anche solo scimmiottandone frasi e atteggiamenti. Ma bisogna interrogarsi anche su cosa emani e sia recepito dal pubblico, quando i tentativi di emulazione (nel caso della donna lucana considerati perfettamente riusciti) si verificano lontani da Napoli e da ambienti in cui la malavita è stratificata e si respira quotidianamente.