Donatella Donadio

di Antonio Averaimo

Che cos’è il microcredito? Se ne sente spesso parlare in giro, ma pochi sanno veramente di cosa si tratta. Donatella Donadio, dottore commercialista, è uno dei 346 «tutor» del microcredito in Italia. Il suo compito è seguire gli imprenditori in tutto il percorso che dalla richiesta li porta alla restituzione del prestito.

ad

Dottoressa Donadio, che cos’è innanzitutto il microcredito e che cosa lo differenzia dagli altri tipi di prestito?

«Il microcredito non è altro che un prestito di piccola entità, che può giungere al massimo a 25mila euro, in taluni casi anche a 35mila, rivolto in particolar modo a chi vuole fare impresa o a professionisti che vogliono avviare un’attività nel loro settore specifico. Il tutto a tassi di interesse molto bassi. Questo tipo di credito è rivolto a quei soggetti che tecnicamente vengono definiti “non bancabili”, soggetti che in sostanza non possono fornire garanzie alla banca. Nel caso del microcredito, a far da garante è lo Stato, che con un fondo di garanzia copre fino all’80% la somma prestata».

Qual è l’iter che un piccolo imprenditore deve seguire per l’accesso al microcredito?

«Innanzitutto si interpella una delle 25 banche italiane che hanno aderito al sistema del microcredito. La banca poi interpella uno dei 346 tutor del microcredito presenti nel nostro Paese. Il tutor segue l’azienda nelle indagini di mercato, nella predisposizione di un business plan, fino all’accettazione del prestito, che avviene in nove casi su dieci. Chiaramente noi monitoriamo l’azienda anche nell’attività vera e propria, fino al rientro del prestito».

Qual è la situazione del microcredito in Italia?

«Gli ultimi dati sono positivi. Si può dire che il microcredito stia volando nel nostro Paese, se teniamo conto anche del fatto che ha trainato fuori dalla crisi economica tanti piccoli imprenditori. Abbiamo 1.507 richieste nell’anno in corso. Di queste, 1.368 sono state accettate. Ma c’è ancora molto da fare: c’è ancora molta diffidenza nei confronti di questa possibilità».

Perché?

«La gente è sfiduciata. Vede agire le banche in modo sempre più aggressivo nei confronti dei propri clienti. Chiedono garanzie eccessive, intervengono senza scrupoli quando non rientrano subito dai prestiti. Tutto ciò ha generato sfiducia da parte dei cittadini anche nei confronti del microcredito, che è una forma di prestito ben diversa da quella offerta normalmente dalle banche italiane. Diciamo anche che nel nostro Paese c’è molta ignoranza sull’argomento».

E in Campania com’è messo il microcredito?

«Non male, ma si può fare di più. Il microcredito può rappresentare una grossa opportunità per tutti coloro i quali vogliono avviare un’attività in settori molto fortunati nella nostra regione. Penso al turismo, alla ristorazione, tanto per fare qualche esempio. Però mi sento di fare una raccomandazione: non bisogna avviare un’impresa tanto per. Bisogna partire con lo spirito giust

Riproduzione Riservata