di Enzo Stabia

Don Franco Esposito è il cappellano del carcere di Poggioreale, un uomo di Chiesa che accanto alla fede cristiana coltiva anche quella politica. L’immagine di copertina del suo profilo Facebook è assolutamente inequivocabile e non lascia spazio a dubbi. Cristo alla guida delle genti del mondo e a destra distinguibile il logo di Potere al Popolo. Nei giorni scorsi abbiamo assistito anche ad altre discese in campo da parte di religiosi. Ci riferiamo ad esempio a quelle di don Peppino Gambardella e del viceparroco don Mimmo Iervolino, che sono praticamente usciti allo scoperto e si sono fatti immortalare sorridenti alla convention del Movimento 5 Stelle a Pomigliano d’Arco, mostrando un cartello con la scritta ‘Di Maio Presidente’.

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Don Peppino Gambardella e il cartello ‘Di Maio Presidente’

Effettivamente don Peppino, anche detto il prete operaio, considerando pure il suo excursus, lo avremmo visto meglio in uno schieramento posizionato un po’ più a sinistra, ma tant’è. Sulle scelte politiche, come su quelle della religione che si abbraccia, non bisogna sindacare. In fin dei conti ad accogliere e a diffondere il messaggio di Potere al Popolo (soggetto molto più a sinistra, appunto) ci può pensare uno come don Franco.
Nei giorni scorsi si è registrato uno dei suoi ultimi interventi, quello durante il dibattito Giustizia e Carcere: “Dov’era prigione faremo libertà”.

Don Franco Esposito durante un dibattito pubblico

“Dobbiamo passare da una massa di persone che sottostà ai potenti di turno a un popolo che prenda coscienza della propria dignità e pretenda di essere rispettata in questa dignità”, ha detto il cappellano durante l’appuntamento organizzato da Potere al Popolo. Questa volta nessuna indignazione né lettere inviate al vescovo, come era accaduto per don Peppino Gambardella.

Potere al Popolo nasce dall’esperienza dell’ex Opg Je so Pazzo

E’ vero ci troviamo davanti a due casi diversi per due schieramenti che hanno scopi e visibilità alquanto differenti. M5S lavora da tempo per vincere le Politiche e quindi un prete che si schieri apertamente col Movimento è facile bersaglio della controparte (nel caso specifico del centrodestra). Mentre Potere al Popolo si affaccia per la prima volta sulla scena delle elezioni e tende soprattutto ad arrivare anche con pochi elementi a Roma. Detta in parole semplici, dà poco fastidio alla concorrenza. Per questo, forse, non c’è ancora chi abbia scritto una lettera di dissenso al cardinale Crescenzio Sepe, per lo schieramento di cui don Franco è ‘endorser’.