Don Michele Barone
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Don Michele Barone lo scorso 23 agosto è stato trasferito al carcere di Secondigliano. Quello di Vallo della Lucania è stato ritenuto non più sicuro per lui. Tutto è riportato in un dossier, nel quale viene descritta dettagliatamente la situazione per nulla semplice nella casa circondariale salernitana per il sacerdote sotto processo per maltrattamenti su minore e violenza sessuale su due ventenni. Fin dal 2 marzo, giorno del suo arrivo, sono cominciati i primi battibecchi, che, come riporta ‘Il Mattino’, sono stati ripresi dalle telecamere, con particolare riferimento a un video che riporta un confronto piuttosto acceso con altri quattro detenuti, avvenuto nella zona tra le celle 8 e 10 del reparto in cui si trovano le persone accusate di reati sessuali. Nel dossier viene descritta tutta la vicenda che ha portato alla decisione del trasferimento, fatta di primi dispetti ed episodi ben più gravi, fino alle minacce di morte.

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Il Carcere di Secondigliano
Il Carcere di Secondigliano

E’ il 22 agosto e sono in tre a preannunciargli un vero e proprio pestaggio, nato da un diverbio a sedare il quale è dovuto intervenire il capo delle guardie carcerarie. Che, però, non ha impedito a un quarto di promettergli: “Io ti ammazzo”. Con tanto di gesto del pollice a significare il taglio della gola. Si tratta di Mario A., 41enne salernitano, condannato due volte per violenza sessuale, una delle quali a danno di una 15enne adescata su Facebook. Querelato da don Barone, che, a sua volta, è stato denunciato dai quattro per minacce.

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