Don Antonio Loffredo

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“Il clamore mediatico registrato in questi giorni evidenzia un clima di confusione e disorientamento che mortifica il ruolo, il volto e il successo che, legittimamente, le Catacombe da tempo hanno saputo conquistare, sul piano nazionale e internazionale”. Questo l’incipit della dichiarazione rilasciata da don Antonio Loffredo sulla questione del sito delle Catacombe di San Gennaro gestito dalla cooperativa La Paranza, nata dai giovani del rione Sanita’ dove e’ parroco Loffredo. Ad animare il dibattito l’allarme di una possibile richiesta della Commissione di Archeologia Sacra della Santa Sede affinche’ siano versati gli arretrati, accumulati in 10 anni di gestione del sito, da parte dei ragazzi della cooperativa che diverrebbero cosi’ debitori di circa 700mila euro.

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Rompendo il suo silenzio, don Antonio rende pubblica una lettera, datata febbraio 2016, del cardinale Gianfranco Ravasi che “sottolinea piu’ volte il dialogo ininterrotto con la Pontificia Commissione di Archeologia Sacra, il riconoscimento da parte della stessa della nuova modalita’ di lavoro che vedeva il nostro territorio responsabile del finanziamento degli affreschi e la Pontificia Commissione nel ruolo di Alta sorveglianza e ‘sovrintendenza'”. “Forse – continua il sacerdote – c’e’, non poca, disinformazione sull’operato e sulle intese intercorse in questi anni che non giova alla causa delle Catacombe di San Gennaro e San Gaudioso per le quali Sua Eminenza il Cardinale Ravasi ha avuto sempre parole di benevolenza e apprezzamento, come si puo’ evincere dalla lettera che lo stesso Presule mi invio’ l’8 febbraio 2016″.

 

“Il Cardinale Ravasi, nella lettera, mostra in maniera chiara il suo apprezzamento nei confronti dell’operato della cooperativa La Paranza al punto – rimarca il parroco – da affermare che, a sostegno dello stesso operato, non si voleva e mai si sarebbe voluto riscuotere il 50% dei proventi dei biglietti d’ingresso. Spero che tutto si risolva quanto prima e, come ieri auspicava il nostro Cardinale Sepe, tutto si possa rapidamente chiarire mettendo, finalmente, intorno ad un tavolo tutti i protagonisti della nostra preziosa, apprezzata e incoraggiante esperienza fatta sia pure con carattere sperimentale. Sono sicuro – conclude don Antonio Loffredo – che la verita’ – come diceva il Cardinale Bea – non ha mai bisogno di difensori e che si affermera’ per volonta’ di tutti”.

Intanto proprio ieri Tv2000 ha reso noto un documento, relativo al marzo scorso, in cui si legge che la Commissione di Archeologia Sacra della Santa Sede “accetta di azzerare il debito pregresso”, sottolineando che nessuna somma arretrata e’ stata mai chiesta.

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