Il sociologo Domenico De Masi

di Giancarlo Tommasone

E alla fine il sociologo Domenico De Masi, 80enne molisano di nascita, napoletano di adozione, ha cambiato ancora. Da M5S passa a Leu, con il compito di contribuire a traghettare il soggetto politico, da lista a partito.

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Farà parte del comitato promotore di Liberi e uguali e metterà a disposizione della squadra anche la sua esperienza di specialista
di problemi del lavoro.

L’annuncio è stato dato da Pietro Grasso in occasione dell’insediamento dell’organismo, a Roma. Insieme al «napoletano» De Masi, lavorerà anche lo scrittore Maurizio De Giovanni, che pure farà parte dei promotori di Leu.

Parlavamo della facilità che contraddistingue il sociologo ad agganciarsi e sganciarsi da progetti politici. Per più di un anno vicino al Movimento 5 Stelle, per il quale ha fatto da consulente (ma secondo molti anche da ideologo), gli ha girato le spalle.

La causa dell’addio?

Più di una; secondo il docente universitario, l’accordo dei pentastellati con la Lega, che lo avrebbe profondamente deluso. Anche se, sarebbe stata principalmente la «voglia di sinistra» a muovere le sue decisioni. La stessa che prima lo avrebbe portato a sondare lo spirito grillino con grande curiosità, poi ad allontanarsene per rifugiarsi in un terreno più adeguato alla sua formazione. Che è soprattutto fatta di rapporti (consulenze, incarichi e poltrone) intessuti con ambienti che vanno dal Pds al Pd.

Antonio Bassolino

Non dimentichiamo che nel 2008 Domenico De Masi fu assessore regionale al Turismo nella giunta Bassolino. Ricoprì l’incarico per poche settimane, dovette lasciarlo perché incompatibile. Non ci si era accorti, che nello stesso periodo, l’accademico di Rotello (in provincia di Campobasso) era anche presidente di una controllata di Palazzo Santa Lucia, la Fondazione Ravello.

Nel corso della sua carriera politica, De Masi si ritrova anche alla guida dell’Ente Parco del Cilento.

Il sociologo, sempre vicino ad ambienti della sinistra, non disdegna però frequentazioni (e consulenze, si spera per lui, a pagamento) con quelli di estrazione diametralmente opposta. A luglio del 2015, lo arruola, alla guida del suo staff di superesperti, Gianni Lettieri, che sta mettendo a punto un soggetto politico per sfidare Luigi de Magistris alle elezioni amministrative del 2016.

Gianni Lettieri

All’imprenditore-scugnizzo De Masi suggerisce il metodo Delphi, un progetto che si prefigge di coinvolgere, in cento giorni, economisti e urbanisti. Un gruppo di sette persone a cui verrà chiesto di «prevedere» come Napoli sarà diventata nel 2025.

Roba da oracoli, appunto.

Più facile, forse, intuire quanto durerà la vicinanza tra De Masi e Leu. Poi ci sarà spazio per altre collaborazioni, altre poltrone, chissà. Altri partiti.

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