Nel riquadro il ras dei Casalesi, Francesco Cirillo

Latitanza al capolinea per il ras dei Casalesi, ai carabinieri ha detto: con 30 anni di carcere la mia vita è finita

Ha parlato a lungo con un ufficiale dei militari dell’Arma, prima di farsi ammanettare: oltre una ventina di minuti è durata la «trattativa». Il latitante era appiattito contro la parete di un palazzo al Rione Spiniello di Acerra, dal basso il comandante del Nucleo investigativo dei carabinieri, Salvatore Sferlazza, che gli intimava di arrendersi. Salito sul tetto dell’edificio, ha rischiato di cadere nel vuoto, poi alla fine si è arreso, mettendo fine alla sua latitanza. Francesco Cirillo, di Casal di Principe, era ricercato da tre mesi, quando si era dato alla macchia in seguito a una condanna definitiva a 30 anni di carcere, incassata per l’omicidio dell’imprenditore Domenico Noviello, ucciso da un commando della fazione guidata da Giuseppe Setola, nel 2008.

Noviello si era ribellato ai signori del racket, denunciandoli, e per questo era stato condannato a morte. Di Cirillo, lo stesso Setola, poi passato a collaborare con la giustizia, ha detto: «Stappò una bottiglia di champagne per festeggiare (quando apprese della morte dell’imprenditore, ndr)». In tasca, Cirillo aveva un documento falso e, secondo le risultanze investigative, era pronto a scappare all’estero. 

ad

«La mia vita è finita, 30 anni di carcere, non ce la faccio… », ha detto il latitante nel corso della «trattativa». L’ufficiale, affacciato al balcone, dopo avere chiesto ai colleghi di allontanarsi, ha cercato in tutti i modi, riuscendoci, a rassicurare Cirillo. E’ stato scovato dai militari dell’Arma e dagli agenti della polizia di Stato di Caserta.

Gli investigatori non escludono che Cirillo stesse per scappare all’estero: in casa è stata trovata una carta d’identità valida per l’espatrio (adesso gli viene contestato anche questo reato) e ben quattro cellulari. Non si esclude che la destinazione potesse essere la Spagna. Le indagini proseguono, per identificare e valutare eventuali responsabilità in relazione al reato di favoreggiamento.