lunedì, Dicembre 5, 2022
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Docente morta per amianto: il Miur dovrà pagare 930mila euro

All’interno della scuola è stata dimostrata la presenza della fibra killer

La Corte d’Appello di Bologna ha respinto il ricorso del ministero dell’Istruzione contro la sentenza che lo condannava al pagamento di 930mila euro di risarcimento a favore dei figli della professoressa Olga Mariasofia D’Emilio, morta il 21 febbraio 2017 a causa di un mesotelioma per l’esposizione all’amianto. La docente aveva lavorato alle dipendenze del Miur nella scuola media «Farini» di Bologna tra il 1981 e il 1990.

All’interno della struttura, spiega l’Osservatorio nazionale amianto, è stata dimostrata la presenza della fibra killer dove, a respirarla, «non c’era solo la docente, ma i suoi colleghi, e anche tantissimi ragazzi». Consapevole della sua esposizione, l’insegnante aveva ottenuto dall’Inail il riconoscimento di malattia professionale.

Nel 2007, poi, aveva iniziato la procedura giudiziaria per ottenere il risarcimento danni ma, solo dopo la sua morte, i figli orfani Silvana ed Andrea, grazie all’Ona e al suo presidente, l’avvocato Ezio Bonanni, costituito con l’avvocato Massimiliano Fabiani del Foro di Bologna, hanno vinto la causa contro il ministero per non aver rimosso l’amianto dalla struttura.

La figlia: «Sentenza è stata liberatoria»

«Questa seconda sentenza è stata liberatoria. Mia madre ha avuto quello che ha sempre desiderato quando ha scoperto di avere un mesotelioma, mi diceva sempre che voleva giustizia, e in questi anni ho vissuto sentendo un dovere profondo nei suoi confronti, quello di non mollare. Ed è per questo che, anche a livello personale, è stato liberatorio riuscire ad arrivare fino in fondo ottenendo, anche grazie alla bravura dell’avvocato Bonanni, un esito favorevole». E’ il commento di Silvana, figlia della professoressa

«L’amianto nelle scuole è una vergogna per un paese civile, circa 356mila studenti sono ancora esposti ad un materiale che provoca patologie come l’asbestosi, malattia polmonare cronica, e il mesotelioma, tumore che colpisce il tessuto sottile che riveste gli organi interni – dice l’avvocato Ezio Bonanni, presidente Ona – a questa cifra si aggiungono altre 50mila persone tra docenti e personale scolastico. Alcune regioni e città stanno provvedendo alle bonifiche di oltre 2.400 scuole ancora contaminate, ma non c’è un piano coordinato, né vengono stanziati finanziamenti adeguati».

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