Il capo ufficio stampa Mimmo Annunziata e il sindaco Luigi de Magistris
Il capo ufficio stampa Mimmo Annunziata e il sindaco Luigi de Magistris

Basta fumare nei corridoi di Palazzo San Giacomo e via Verdi. In verità a porre il divieto di fumo nei luoghi al chiuso, a maggior ragione se si tratta di uffici pubblici, c’è una legga nazionale. Evidentemente nel palazzo del Comune in pochi lo ricordano. In pochi, perché un dipendente comunale dell’ufficio stampa ha trovato il coraggio di segnalare ai Carabinieri la violazione della normativa sul fumo passivo.

Il comandante della polizia municipale Ciro Esposito

«Lo scrivente – si legge nella missiva del dipendente – a seguito di evidente disagio nell’ambito lavorativo segnala agli organi su indicati (forze dell’ordine, direttore generale, segretario generale, assessore al Personale, all’assessore all’Ambiente, capo di Gabinetto e responsabile dei vigili urbani) la violazione della legge sul fumo. Inoltre – scrive ancora – si evidenzia che viene quotidianamente violato il divieto di fumo negli uffici e nei corridoi, ad opera di dipendenti fumatori. A tal fine si segnala che non c’è nessuno che tutela la salute dei non fumatori, ed il rispetto della normativa vigente».

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Luigi de Magistris, sindaco di Napoli
Luigi de Magistris, sindaco di Napoli

Il dipendente ha anche chiesto l’applicazione dei segnali di divieto, l’unico in giro per il secondo piano, dove si trova l’ufficio del sindaco, è posizionato di fronte la stanza del capo di Gabinetto, Auricchio, appassionato di sigari.

Il capo di Gabinetto del sindaco e direttore generale di Palazzo San Giacomo, Attilio Auricchio

Nei giorni scorsi i caschi bianchi hanno anche ispezionato il palazzo creando tensione tra i dipendenti. Al momento una dirigente di un servizio ha chiesto ai suoi dipendenti di fumare all’esterno dei balconi, chiudendo alle loro spalle le vetrate, visto e considerato che soldi per creare aree apposite per fumatori non ce ne sono. In caso di mancata ottemperanza da parte dei servizi comunali competenti, il dipendente – da quanto si legge nella segnalazione – è pronto a ricorrere nelle sedi opportune per difendere i suoi diritti «di non fumatore».

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