Il sindaco di Napoli Luigi de Magistris

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di Giancarlo Tommasone
Attraverso una nota diffusa nelle scorse ore, i giudici della Corte dei Conti hanno praticamente bocciato la nuova norma cosiddetta «salva-Napoli», inserita al Senato nel decreto Milleproroghe.

Si tratta di una norma, che dovesse
essere approvata, in maniera definitiva,
nel passaggio alla Camera,
eviterebbe ripercussioni devastanti
per Enti
come Napoli (capofila),
o come altri
comuni in pre-dissesto

Gli stessi che, in mancanza dell’emendamento del grillino Ugo Grassi, avrebbero rischiato il default, in quanto non in regola con gli obiettivi intermedi del piano di riequilibrio. I giudici erariali hanno chiesto lo stralcio della «salva-Napoli», poiché precluderebbe alla magistratura contabile «la competenza a verificare la situazione finanziaria complessiva e il rispetto degli obiettivi intermedi del piano originario nei confronti degli enti che abbiano nel frattempo approvato la rimodulazione o riformulazione del piano stesso».

Oltre a essere considerata di «dubbia costituzionalità»,
poiché estranea all’oggetto del dl

L’associazione dei magistrati contabili ha pure sottolineato il fatto che si incorrerebbe nell’indebolimento del «risanamento della finanza pubblica proprio in un momento in cui c’è l’urgente necessità di liberare risorse per gli investimenti». E’ stata dunque evidenziata la «palese violazione» delle norme costituzionali sul pareggio di bilancio e sul «buon andamento e imparzialità» della pubblica amministrazione.

Inutile accanimento terapeutico per Enti ormai in dissesto

Il nodo della questione sta nelle ripercussioni e nei risultati che si andrebbero ad ottenere con la «salva-Napoli». Per i magistrati, infatti, si tratterebbe soltanto di un accanimento delle cura nei confronti di Enti che sono effettivamente in default. «Procrastinare l’inevitabile dichiarazione di dissesto preclude un effettivo risanamento che consenta all’ente locale di poter ripristinare celermente l’erogazione delle prestazioni costituzionalmente necessarie, con un bilancio stabilmente riequilibrato», è scritto nero su bianco nella nota dei giudici erariali. Da un lato i magistrati hanno invocato lo stralcio della norma, dall’altro si sono detti completamente disponibili nel «fornire il proprio supporto per l’individuazione di soluzioni che portino a un effettivo, reale e tempestivo risanamento dei bilanci degli enti pubblici».

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