Alberto Maria Genovese

Per il gip che ha convalidato l’arresto l’imprenditore sarebbe incapace di controllare la propria aggressività sessuale

Resta in carcere Alberto Genovese, l’imprenditore milanese fermato nella notte tra venerdì e sabato scorsi per aver stuprato, dopo averla resa incosciente con un cocktail di sostanze stupefacenti nel suo appartamento di Milano, una giovane di 18 anni ospite a un festino. Il gip Tommaso Perna ha convalidato il fermo e disposto la custodia cautelare in carcere dell’uomo accogliendo la richiesta della procura.


Può commettere ancora abusi Alberto Genovese, l’imprenditore fermato nella notte tra venerdì e sabato scorsi per aver prima stordito con un cocktail di droga e poi stuprato una ragazza da poco 18enne da lui invitata ad un festino nel suo appartamento con vista sul Duomo. E’ quanto ritiene il gip Tommaso Perna nel provvedimento depositato oggi con cui ha accolto la richiesta della Procura di convalida del fermo e della custodia cautelare in carcere. Per il giudice sussistono le tre esigenze cautelari e cioè il pericolo sia di reiterazione del reato, sia di fuga sia di inquinamento probatorio.

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Il gip ha accolto la richiesta formulata dal procuratore aggiunto Letizia Mannella e dal pm Rosaria Stagnaro che avevano ravvisato le esigenze cautelari che hanno fatto finire in cella, a San Vittore, l’imprenditore digitale diventato noto per essere stato fondatore di Facile.it, la start-up da lui poi ceduta. L’uomo, infatti, secondo la ricostruzione fatta finora da inquirenti e investigatori, oltre ad aver stordito con un mix di coca rosa e ketamina la sua giovane ospite per poi stuprarla in camera da letto lo scorso 10 ottobre, avrebbe dato l’ordine a un tecnico di cancellare i video delle telecamere di sorveglianza installate in quasi tutti i locali dell’appartamento. Circostanza questa che configura il pericolo di inquinamento probatorio, che si somma a quello di fuga in quanto lui stesso, in una conversazione telefonica con la madre, aveva affermato di voler raggiungere con il suo jet il Sudafrica. C’è da aggiungere, riguardo al pericolo di reiterazione del reato, che una serie di testimoni hanno raccontato che Genovese era solito fare festini a base di alcol e droga messi a disposizione degli invitati. E infine, un’altra ragazza si è presentata alla polizia di Stato denunciando che la scorsa estate, in vacanza a Ibiza, sarebbe stata violentata dall’uomo con analoghe modalità di quelle della vicenda per cui ora è in carcere. L’imprenditore, interrogato ieri dal giudice, aveva dichiarato: “Chiedo di disintossicarmi perché da quattro anni sono dipendente dalla cocaina. Quando sono sotto gli effetti della droga, non riesco a controllarmi e non capisco più quale sia il confine tra ciò che è legale e ciò che è illegale. Ho bisogno di cure”.

Alberto Genovese, l’imprenditore digitale finito in cella con l’accusa di aver stuprato nel suo appartamento di Milano una 18enne dopo averla stordita drogandola, ha “manifestato una spinta antisociale elevatissima ed un assoluto disprezzo per il valore della vita umana, soprattutto di quella delle donne”. Lo scrive il gip Tommaso Perna nel provvedimento con cui ha convalidato il fermo e disposto il carcere per l’uomo con una personalità ritenuta “altamente pericolosa, giacché del tutto incapace di controllare i propri impulsi violenti e la propria aggressività sessuale. E’, pertanto, elevato il pericolo che tale propensione (..) possa trovare ulteriore sfogo in altri fatti illeciti dello stesso tipo o di maggiore gravità”.