Il consigliere regionale della Lega, Severino Nappi

Il consigliere regionale della Lega, Severino Nappi, nel corso dell’audizione sul tema dei minori a rischio nella VI Commissione consiliare permanente: la gestione della pandemia dal punto di vista scolastico è stato un altro tassello.

“La Campania continua ad essere la regione con il più alto tasso di dispersione scolastica. Ed è un dato drammatico. E la gestione della pandemia dal punto di vista scolastico è stato un altro tassello. La Campania è stata la regione dove le scuole sono state chiuse più a lungo”. Così il consigliere regionale della Lega, Severino Nappi, nel corso dell’audizione sul tema “Minori a rischio: lo stato dell’arte in Campania”: nella a VI Commissione consiliare permanente (Istruzione e cultura, Ricerca scientifica, Politiche sociali). Per Nappi “servono nuove prospettive da dare ai nostri giovani e politiche sociali per i minori” senza dimenticare che “le politiche sociali servono a testimoniare che il livello istituzionale esiste”. “Il meccanismo dei piani di zona – ha concluso – è stato fallimentare” ed evidentemente “il modello va cambiato perché costa senza dare servizi”. I lavori della Commissione servono “di stimolo alla Giunta regionale”, ha concluso auspicando che “si possa costruire un nuovo piano delle politiche sociali”.

Presente all’audizione anche Patrizia Esposito, presidente dei Tribunali per i Minorenni di Napoli, per la quale “la pandemia ha tolto molto ai nostri ragazzi”. La magistrata ha ricordato come in questo periodo “abbiamo visto un aumento esponenziale dell’abbandono scolastico” ed una esplosione “di casi di violenza”.

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Uno dei problemi principali da dover affrontare è quello dell’evasione scolastica, come sottolineato dal Procuratore Capo presso la Procura della Repubblica presso il Tribunale per i Minorenni di Napoli, Maria de Luzenberger. “I ragazzi che vivono in determinati contesti hanno poche possibilità di fare una vita diversa da quelli dei genitori”. Ha detto, intervenendo sul tema e sottolineando come “nelle nostre aule purtroppo sono passati ragazzi che non sanno né leggere né scrivere. I ragazzi che si danno alle attività criminali sono tutti ragazzi che non hanno frequentato la scuola”.

La priorità, a questo punto, è quella di ricostruire un “rapporto, già fragile in precedenza tra scuole e famiglie”. Negli ultimi mesi le segnalazioni di dispersione scolastica sono state 1300, riguardando anche i bambini delle elementari, a fronte di 800 in tutto il 2019. Una escalation preoccupante.

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