mercoledì, Febbraio 1, 2023
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«Dischi da correre»: la presentazione al salotto letterario «Le Zifere»

L’autore Stefano Causa ne parlerà con Eugenio Capozzi e Federico Vacalebre domani alle 18

Nuovo appuntamento culturale al salotto letterario «Le Zifere» a Palazzo De Sangro di Vietri in piazzetta Nilo, 7 a Napoli. Domani, giovedì 1 dicembre, alle 18, ci sarà la presentazione del libro «Dischi da correre» scritto da Stefano Causa ed edito da Roberto Nicolucci Editore.

In apertura l’editore porterà i suoi saluti. A discuterne con l’autore ci saranno Eugenio Capozzi, docente di storia contemporanea dell’Università degli Studi di Napoli Suor Orsola Benincasa, e Federico Vacalebre, scrittore giornalista e critico musicale.

Il volume di Stefano Causa

Chi ha detto che le copertine non sono importanti?  L’autore di questo libro, cresciuto a colpi di vinili e compact disc, la pensa diversamente. La copertina non è una semplice soglia da superare distrattamente. Tutt’altro. Una copertina e un titolo azzeccati sono già metà del percorso fatto con il lettore e, in questo caso, con l’ascoltatore. Alcune copertine, che compaiono nel tesoretto scelto per questo piccolo volume, sono autentici distillati di gusto, arguzia e intelligenza critica: dai Beatles a Tina Turner, da Sade a David Bowie.

In taluni casi siamo a meno di un passo dal capolavoro e non ci si smette di stupire che le immagini di accompagnamento del White Album del 1968 non siano precipitate nei libri di storia dell’arte da dove sarebbe il caso di non muoverle più. 

Un libro agile e svelto da consigliare ai nostalgici del supporto che aspettano solo un segnale per rimettere sul piatto o nel lettore dischi da tempo lasciati nelle custodie e soprattutto a quanti, con un clic, scaricano oggi tutta la musica del mondo: ma distrattamente. E, senza vederla! Attenzione! prima che la puntina inesorabilmente cada, sappiate che nella musica, come nella vita, occorre correre dei dischi!

L’autore del libro

Stefano Causa nasce a Napoli. È uno storico dell’arte moderna e contemporanea e, a tempo guadagnato, un appassionato di musica, specialmente afroamericana. Ha studiato a Firenze nella seconda metà degli anni ‘80, laureandosi con Mina Gregori e Ferdinando Bologna, due degli ultimi allievi e interlocutori di Roberto Longhi. Ha una formazione di pretto conoscitore longhiano che, nel corso degli anni, ha integrato e temperato con incursioni nella storia della critica d’arte e della museografia. Ha scritto libri su Longhi e l’arte contemporanea, su Battistello Caracciolo, la pittura caravaggesca, sulla natura morta, sulla pittura italiana e francese del ‘9oo, oltreché su alcune grandi mostre del secolo scorso.

Di recente ha organizzato due rassegne monografiche sul pittore barocco Luca Giordano, tenutesi a Parigi e a Napoli tra il 2019 e il 2020. Di quest’anno, al Museo nazionale di Capodimonte di Napoli, in collaborazione con Patrizia Piscitello, le mostre Battistello Caracciolo. Il patriarca bronzeo dei caravaggisti e Oltre il Caravaggio, primo tentativo di superare, con un nuovo allestimento delle sale, la tradizionale dicotomia tra mostre e musei. Scrive regolarmente sul Giornale dell’Arte.   

La prefazione a cura di Roberto Nicolucci

L’editore Roberto Nicolucci, che ha anche curato la prefazione del volume, ha dichiarato: «Questo libro è dedicato ai ragazzi di oggi che hanno tutta la musica del mondo a portata di mano. A loro soprattutto conviene ricordare che anni fa, prima di Spotify, di musica se ne ascoltava la millesima parte, ma con molta più attenzione e soprattutto partendo dalle copertine. Qualcosa, temo, si è perso con la scomparsa del supporto, anche se – noi collezionisti ne siamo davvero felici – ultimamente c’è questo “ritorno di fiamma” ai vinili».

«Anche per questo – spiega – ho accolto e condiviso con piacere il progetto di un appassionato, come Stefano Causa, di raccontare un tesoretto di 20 dischi partendo, appunto, dalla copertina. Ci sono gli anni ‘60, i ‘70 e gli ‘80. E tanto altro sarebbe potuto rientrare. Godiamoci questo piccolo viaggio di immagini e suoni. Buona lettura a tutti. Anzi, buon ascolto!».

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