di Giancarlo Tommasone

Disoccupati oppure no? Dipendenti di aziende, imprenditori, liberi professionisti, studenti o cosa? E quanti sono i grillini realmente senza lavoro? I pentastellati consegnano una lista, una lettera in risposta alle dichiarazioni di Silvio Berlusconi, che lo scorso novembre, in un’intervista al direttore de Il Giornale, Alessandro Sallusti, aveva detto: i grillini non hanno né arte né parte. L’87% di loro non ha mai fatto una dichiarazione dei redditi, quindi non hanno mai lavorato. Sempre su Il Giornale, Giuseppe Marino, ha fatto le pulci a quella lista confutando dati, numeri e professioni dei parlamentari del Movimento. Ci soffermeremo su tre grillini nostrani, primo tra tutti Luigi Di Maio da Pomigliano d’Arco. Lo studente in Giurisprudenza, nonostante sia fuoricorso ormai da anni, continua ad essere iscritto all’Università e la professione che dice di esercitare – oltre a quella di politico e candidato premier – è appunto quella di discente. Roberto Fico compare come comunicatore. Proprio così. Che fai nella vita? Comunico. Ok, passiamo a Salvatore Micillo, esponente M5S di Villaricca. Il 38enne compare nell’elenco come libero professionista nel ramo della gestione dei rifiuti, ma a vedere bene ha conseguito soltanto un attestato della Regione Campania, arricchito da uno stage. Quello dei numeri e delle specifiche, purtroppo, non è proprio il campo preferito dai movimentisti, che oltre a dati e professioni hanno ben altre questioni su cui chiarirsi: una su tutte, le alleanze. Perché il garante e il leader maximo del M5S, Beppe Grillo, durante la consegna del nuovo simbolo al Viminale, ha tenuto a precisare che i grillini non fanno alleanze. Ha paragonato l’universo pentastellato al panda che non può mangiare carne cruda e che si nutre solo del cuore del bambù. E’ come ribadire che il M5S resta puro e vegano, non c’è spazio per onnivori e accordi. Tutto ciò sconfessa il leader politico Luigi Di Maio che aveva aperto al partito di Pietro Grasso, Liberi e Uguali.

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