Luigi de Magistris e Stefano Caldoro

L’ex governatore della Campania ha dato dimostrazione di non conoscere la realtà (tragica) della Napoli amministrata dal peggior sindaco di sempre

La difesa incomprensibile di Luigi de Magistris, ad opera di Stefano Caldoro, resta uno dei grandi misteri di questo scorcio d’anno, come e più delle origini del coronavirus. Ricapitoliamo per chi se lo fosse perso: Il Mattino, nei giorni scorsi, pubblica una articolessa in cui demolisce il presenzialismo tv del sindaco di Napoli alla spasmodica ricerca di quella visibilità che la tenuta scenica di Vincenzo De Luca e la sua gestione della pandemia gli hanno negato. DeMa attacca frontalmente il giornale più importante della città – che, bisogna dirlo, ha ampiamente dato dimostrazioni di eccessiva fiducia alle “sparate” del sindaco senza mai azzannarlo veramente quanto fosse stato necessario – e sostanzialmente dichiara che i cronisti sono telecomandati col joystick dall’editore. E Caldoro, che ha sempre cercato di accreditare di sé l’immagine del diplomatico, che cosa fa? Leggete. “Sono note le differenze politiche con il sindaco di Napoli Luigi de Magistris. Ma non posso far finta di nulla dopo aver letto ‘Il Mattino’ di oggi. Anche una grande e storica testata può prendere una pericolosa scivolata”, dice l’ex governatore in una nota. “Non basta affidarsi a una buona penna per rimuovere i contenuti – ha proseguito Caldoro – per alleggerire la sostanza dell’analisi. Il consiglio a ‘chiudere la bocca’, perché questo leggo, pare voglia nascondere la tentazione di limitare e condizionare il dibattito. Spero di sbagliarmi e spero, soprattutto, che ci sia modo di chiarire. Conoscendo la professionalità della direzione sono fiducioso”.

Il problema non è che l’ex governatore abbia espresso solidarietà al peggior sindaco della Storia della nostra città, perché tutti possono esternare sentimenti di vicinanza a chicchessia, anche se questo equivale a suicidarsi politicamente. Il vero dramma, per il centrodestra, è che Caldoro non abbia mai sentito l’esigenza di denunciare le sconcezze politiche dell’uomo con la bandana arancione: dal bluff della flotta salva-migranti, ai trasporti in panne, dal crac delle casse comunali alla narrazione di una città che è vivibile solo per deMa e per la sua corte dei miracoli. Questo è grave. E questo dimostra che Caldoro evidentemente non ha contatti con la realtà del capoluogo della regione che ambisce a tornare a governare. Non ha nessuno che gli consigli che cosa guardare e che errori evitare. Non sa che cosa sia prendere una metro o un bus, non immagina come sia vivere al Vasto piuttosto che a Forcella, oggi.

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Dopo un sindaco incompetente, la Campania non merita un governatore che vive sulla luna. O che, come diceva Vincenzo De Luca, qualche anno fa, assomiglia a “un turista svedese” capitato per caso dalle nostre parti.