I dati del Ministero del Tesoro sulle denunce dei redditi presentate nel 2020 dimostrano la netta differenza tra la Napoli bene e il resto della città.

Secondo i dati del Ministero del Tesoro sulle denunce dei redditi presentate nel 2020 e relativi all’anno precedente, a Napoli c’è il reddito complessivo medio meno elevato, ma anche una variabilità all’interno dello stesso territorio municipale molto alta. A riportarlo è un articolo del Corriere del Mezzogiorno, a firma del collega Emanuele Imperiali.

A Chiaia, quartiere tra quelli simbolo della cosiddetta Napoli bene, le denunce Irpef in media si sono aggirate poco oltre i 47.300 euro, analogamente nelle zone collinari di Posillipo hanno superato 45.500 euro. Ma se ci si sposta al Centro Storico, soprattutto tra Quartieri Spagnoli, Sanità e Tribunali, non si va oltre un modestissimo 13.400 euro, così come nella degradata zona industriale che si diparte dalla stazione e arriva fino a San Giovanni.

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Nell’analisi dei dati, non va sottovalutato, comunque, il fatto che in Campania quasi un cittadino su tre non presenta affatto la denuncia dei redditi perché incapiente, e quindi sotto la soglia minima. Ecco perché nella graduatoria non figurano quartieri periferici quali Ponticelli e Scampia. Allargando la visione a livello nazionale, per esempio, oltre 7.300.000 di persone presentano la dichiarazione in Lombardia, mentre neppure 3.300.000 in Campania.

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