Ugo Di Puorto

Una «soffiata» o poco più. Una confidenza fatta a bassa voce. Radiomala però avrebbe captato, e trasferito agli investigatori, tutto il disappunto dello stato maggiore del clan dei Casalesi, quello detenuto e quello ancora in libertà, per le «imprese folli» di Ugo Di Puorto, il 19enne figlio del boss Sigismondo, arrestato qualche giorno fa per i fatti di Corinaldo.

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Mezze frasi, allusioni, più di un investigatore in questi giorni si sarebbe trovato ad ascoltare frasi di condanna per le azioni criminali di Di Puorto jr e i suoi amici. Quelli che usavano lo spray al peperoncino per compiere rapine, e così facendo avrebbero provocato la strage nella discoteca Lanterna Azzurra di Corinaldo (Ancona), dove nella notte tra il 7 e l’8 dicembre scorso morirono cinque giovani e una mamma arrivati nel locale per assistere al concerto del trapper Sfera Ebbasta.

Quella banda, formata da giovanissimi tutti residenti nel Modenese, a quanto emerso riusciva a mettersi in tasca circa 15000 euro al mese. Sono accusati di omicidio preterintenzionale e lesioni.

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«La dimostrazione – spiega un investigatore – che ormai il clan dei Casalesi è allo sfascio completo, almeno per come lo abbiamo conosciuto noi negli anni scorsi. Con i capi storici, oggi detenuti, in libertà un episodio del genere non sarebbe mai accaduto».