di Giancarlo Tommasone

L’ala oltranzista è pronta a colpire al cuore il Movimento. I contorni dell’obiettivo, già evidenziati da tempo, nelle ultime ore sono stati rimarcati. Nel mirino ci sono Davide Casaleggio, il «puparo» della comunicazione pentastellata, e i suoi «pupi», i componenti del circolo più esclusivo del M5S.

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Nonostante Luigi Di Maio sia riuscito nell’intento di strappare un Governo
(era l’unica possibilità per non bruciare
la sua fulgida e rapida carriera politica), solca le acque del «Mar Giallo» il bounty condotto dagli ammutinati a caccia
dei principi delle origini

Luigi Di Maio

Una cinquantina di duri e puri che si è riproposta come target quello di abbattere la struttura verticistica del Movimento. Il consiglio direttivo – accusano, i ribelli – deve essere liberato dai capigruppo e dai vice in Camera e Senato, che non sono stati eletti. Si troverebbero, dunque, a ricoprire quei ruoli – ritiene sempre la fazione degli scontenti – solo perché considerati più fedeli rispetto ad altri. Ruolo fondamentale nella gestione dei fedelissimi, avrebbe Rocco Casalino, ex concorrente del Grande Fratello e braccio destro del comunicatore Casaleggio.

Rocco Casalino, dal Grande Fratello
al circolo più esclusivo dei 5 Stelle

Gli unici due, con cui, si interfaccerebbe il nuovo ministro del Lavoro, Luigi Di Maio. Due che, tra l’altro, non sono stati eletti. L’impressione, come trapela da ambienti pentastellati di sinistra, è che la rivolta potrebbe portare in calce anche la firma del presidente della Camera Roberto Fico, che aveva immediatamente preso le distanze dalla manifestazione (tuttora confermata) per domani dal Movimento, indetta per protestare contro il Presidente della Repubblica. Evento che con la formazione del Governo e la «pace fatta» con Mattarella, si trasformerà, quasi sicuramente, in una occasione per festeggiare il traguardo raggiunto. Tornando agli oltranzisti, è bene sottolineare che al momento non mettono in discussione Luigi Di Maio, anzi, l’obiettivo degli «ammutinati» è quello di proteggerlo dal suo staff.

La richiesta del deputato Luigi Gallo: un comitato
per rendere più trasparenti le scelte dei vertici

C’è pure chi, però, imputa al capo politico del M5S di non essere tanto votato alla collegialità delle decisioni. Tra questi Luigi Gallo (il deputato più vicino a Roberto Fico) che ha chiesto l’istituzione di un comitato permanente formato da 40 componenti. Lo scopo è quello di rendere le scelte dei vertici pentastellati maggiormente trasparenti. Gallo, è bene sottolinearlo, era assente dal palco allestito in Piazza Berlinguer, per il comizio «tricolore» di Luigi Di Maio. Insieme al deputato, aveva dato forfait anche Paola Nugnes. Quest’ultima, sulla questione dell’impeachment , ovviamente criticandola, si era così espressa sui social: utilizzata «l’accetta al posto del bisturi». A proposito di impeachment, a suggerire a Di Maio la messa in stato di accusa di Mattarella, sarebbe stato proprio Rocco Casalino, insieme a Pietro Dettori. Un altro, quest’ultimo, del «circolo interno» del M5S.