Luigi Di Maio e la promessa mancata sullo stabilimento Whirlpool

Il boomerang mediatico di Giggetto di Pomigliano

Non c’è niente da ridere, anzi, si dovrebbe piangere amaramente. Pure perché un anno fa, così parlò e scrisse su Facebook, l’ex ministro del Lavoro e dello Sviluppo economico, Luigi Di Maio: «Ce l’abbiamo fatta, accordo raggiunto con Whirlpool». Certo, altro che. A un anno di distanza dal post trionfalistico del capo politico del M5S, si annuncia la chiusura dello stabilimento partenopeo. Niente da fare, purtroppo, la fumata è più nera di quanto poteva prevedersi. Dal primo novembre prossimo lo stabilimento Whirlpool di Via Argine a Napoli, smetterà la produzione. A dare il ferale annuncio il portavoce della multinazionale statunitense, che però non ha voluto rilasciare alcuna dichiarazione. A spiegare quanto accaduto, ai cronisti, è stato il ministro dello Sviluppo economico, Stefano Patuanelli.

L’incontro a Palazzo Chigi non è stato positivo

L’incontro a Palazzo Chigi «non è stato positivo. Nonostante la massima disponibilità da parte del Governo dall’azienda non è arrivata alcuna apertura» utile ad evitare l’annunciata vendita dello stabilimento napoletano di Whirlpool. «L’unica soluzione prospettata è la cessione del ramo d’azienda sostanzialmente verso ignoti. Se l’azienda continua ad avere un atteggiamento di scelte unilaterali anche il governo farà le sue scelte unilaterali. Siccome è evidente che questa è una crisi industriale che deve essere trattata dal governo, decideremo nelle prossime ore e giorni i passi. Ritengo sia giusto coinvolgere tutte le componenti del governo».

La solita promessa mancata
del capo politico dei grillini

A questo punto, però, viene da chiedersi, come mai una vertenza che sembrava praticamente chiusa a favore dei lavoratori, dell’occupazione e dell’Italia, abbia avuto alla fine un esito così disastroso. Sarebbe bello chiederlo all’ex ministro dello Sviluppo economico, ora ministro degli Esteri, Luigi Di Maio, che ribadiamo, in un post pubblicato su Facebook il 30 ottobre del 2018, scriveva: «Whirlpool non licenzierà nessuno e, anzi, riporterà in Italia parte della sua produzione che aveva spostato in Polonia. Questo è il frutto di una lunga contrattazione che siamo riusciti a chiudere al ministero dello Sviluppo Economico. Sono quindi orgoglioso di dire che ce l’abbiamo fatta: stiamo riportando lavoro in Italia!». Bravo Luigi Di Maio, così si fa. Ottimo lavoro.