La sede della Procura di Torre Annunziata

Il manufatto in questione è in una zona di Sorrento sotto tutela paesaggistica, tra gli indagati anche un dirigente comunale  

Arriva l’avviso della conclusione delle indagini per sette persone. L’inchiesta condotta dalla Procura della Repubblica di Torre Annunziata è originata da una vicenda, per la quale si ipotizza il cambio non autorizzato di destinazione d’uso per un immobile, «accatastato» come «deposito» e non come «abitazione residenziale». Il manufatto in oggetto si trova a Sorrento, ed è stato interessato da lavori di ripristino, per il «mutamento di destinazione d’uso da deposito a residenziale; mutamento di destinazione d’uso da residenziale in turistico-ricettivo». Tra l’altro, la struttura si trova in un’area «protetta», ricade cioè nella zona E – agricolo-ambientale – del vigente Piano urbanistico comunale di Sorrento, e in zona territoriale 1b (Tutela  dell’ambiente naturale di II grado del Put dell’area sorrentino-amalfitana), una zona nella quale sono consentiti unicamente interventi di manutenzione. L’avviso di conclusione indagini è stato notificato a Massimiliano Romano, proprietario dell’immobile; Achille Martorano, conduttore; Mario Vinaccia e Luigi Gargiulo (direttori dei lavori); Giovanni Aprea (legale rappresentate della ditta esecutrice dei lavori); Daniele De Stefano e Antonino Giammarino, rispettivamente titolare di posizione organizzativa del IV Dipartimento, presso il Comune di Sorrento, e dirigente del citato dipartimento.  Secondo l’accusa De Stefano e Giammarino, hanno affermato «falsamente che l’immobile in questione aveva originariamente destinazione residenziale, laddove, all’esito delle indagini svolte emergeva che esso aveva destinazione “deposito”».