Pietro Spirito, presidente dell'Adsp del Mar Tirreno centrale

Sicurezza dell’impianto, compatibilità con la darsena di levante e procedura di gara: tutto quello su cui bisogna fare chiarezza

Lo scorso 5 novembre è stata pubblicata una delibera, da parte dell’Autorità di Sistema Portuale del Mar Tirreno Centrale, con cui ha preso il via la procedura che porterà al rilascio di una concessione di durata trentennale per la realizzazione e gestione «di un deposito costiero Gnl avente una capacità utile di 20.000 metri cubi all’interno del Porto di Napoli, ubicato sul Molo Vigliena all’interno della Darsena Petroli (in area portuale e industriale) che preveda la ricezione di Gnl tramite navi metaniere di capacità massima di circa 30.000 metri cubi, lo stoccaggio del Gnl all’interno di un serbatoio verticale a pressione atmosferica ad integrità totale, il caricamento del Gnl su autobotti isocontainer e su navi bettoline, lo scarico di bio-Gnl da autobotti, nonché la possibilità di eseguire operazioni di bunkeraggio e di transhipment».

Tema su cui il nostro giornale si è interrogato più volte. A cominciare dal fatto che l’AdsP si propone di installare quella che potrebbe essere considerata una vera e propria «bomba» in una zona densamente popolata come quella di San Giovanni a Teduccio. E allora la prima (ma non l’ultima) domanda è: si sono davvero valutati tutti i fattori di rischio? Peraltro, una parte del quartiere di San Giovanni a Teduccio fa parte anche della zona rossa per il rischio vulcanico. Dunque, davvero non si riesce a capire come il Comune di Napoli, la Città Metropolitana, la Regione Campania e la Protezione civile possano chiudere gli occhi davanti a questa scelta dell’Adsp.

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Strettamente collegato al discorso sicurezza c’è anche un problema economico. Non si può non considerare, infatti, l’incompatibilità di un simile impianto con il terminal di levante su cui sono stati già operati investimenti pubblici per oltre 150 milioni di euro (spesso con risultati non proprio fortunati, come Stylo24 ha più volte sottollineato). Non ci vuole molto a comprendere come le rispettive attività siano di fatto incompatibili. Difficile pensare di far attraccare le navi avendo a poche centinaia di metri un deposito di carburante.

Ma non finisce qui, perché la delibera, pubblicata in data 5 novembre 2020, oltre a preannunciare la «nomina di una commissione tecnica di gara composta da esperti, con particolare riferimento alle materie di cui al bando approvato con la presente delibera», sottolinea come la comunicazione della stessa «sia estesa a tutti i soggetti interessati, proponenti ed intervenienti a precedenti manifestazioni di interesse in relazione ai beni demaniali marittimi di cui alla presente procedura». Tutto bene, dunque? Vediamo: sul sito internet di Edison Energia c’è un articolo, risalente allo scorso 1 ottobre, cioè a più di un mese prima della suddetta delibera, con cui la società presenta addirittura il progetto, in collaborazione con Q8, per la realizzazione del deposito Gnl nel porto di Napoli. Allora, ricapitoliamo: la vicenda Gnl è partita con una manifestazione di interesse, appunto già anticipata dalle attività messe in campo da Edison. Ma, una volta verificato che questo interesse era stato manifestato anche da altri 17 gruppi, l’Autorità portuale ha cambiato rotta e il presidente Pietro Spirito, con una nota scritta, ha anticipato la pubblicazione di un bando di gara. Insomma, par di capire, che da un lato esiste una gara per la realizzazione del deposito e dall’altro un progetto Edison-Q8 già approvato e persino annunciato più di un mese fa. E ora arriva la procedura pubblica per vedere se c’è qualcuno che fa un’offerta migliore su un progetto terzo a cui, evidentemente, le società lavorano da mesi.