Il consigliere di Fratelli d'Italia, Marco Nonno

Il consigliere regionale Nonno (FdI) a Stylo24: il prossimo candidato sindaco del centrodestra? Dev’essere un politico. Andrebbe scelto tra i consiglieri di opposizione

L’esperienza negli uffici del consiglio comunale prima e di quello regionale poi. Da via Verdi al Centro direzionale, ma passando sempre per il campo. Lì dove si formano quelli che lui chiama «politici di razza». Le sezioni e il contatto con la gente, con cui ogni giorno continua a dialogare, anche e soprattutto in piena pandemia. Marco Nonno, consigliere regionale della Campania di Fratelli d’Italia ha rilasciato a Stylo24 alcune dichiarazioni che hanno toccato i punti nevralgici e i problemi della città di Napoli e non solo. Partendo da Palazzo San Giacomo, fino ad arrivare a Santa Lucia, passando per il porto. Da sempre biglietto da visita, ma sempre più abbandonato al suo destino.

E, a proposito di destino, quello di Luigi de Magistris sembrerebbe ormai segnato, con il rischio sfiducia e il conseguente commissariamento, che pendono sulla testa del primo cittadino, salvatosi giovedì solo per la mancanza del numero legale in consiglio. Ma con la seduta per l’approvazione del bilancio in programma lunedì che potrebbe essere un crocevia decisivo.

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Consigliere, il sindaco de Magistris andava sfiduciato bocciando il bilancio?

«De Magistris non può più contare sulla stampella di una opposizione verso la quale non ha mai instaurato un dialogo. Così come non è mai avvenuto nei confronti della città stessa. Ecco perché, rispettando la volontà dei nostri elettori, non saremo noi di Fratelli d’Italia a fargli da sponda. Sotto l’aspetto meramente politico deve andare a casa. Ma sarebbe dovuto andare via da tempo. Anzi, non sarebbe dovuto essere proprio rieletto visti i risultati che non ha portato. Il commissariamento sarà importante perché favorirà soprattutto chi verrà dopo, in quanto il nuovo sindaco potrà amministrare senza debiti pregressi».

Che prospettive vede per un candidato sindaco di centrodestra alle prossime elezioni?

«Sento dei nomi, però ovviamente mi auguro che prima di tutto, venga scelta una persona che ha sempre fatto politica e con ottimi risultati. Sono sempre scettico quando i candidati a sindaco arrivano da altre categorie. Basti vedere come un ex magistrato ha distrutto la città, rendendola peggiore di quello che era. Mi auguro che il centrodestra sappia individuare una persona con queste caratteristiche. Aver militato in un partito, ricoprendo vari e importanti incarichi in città, ti consente di acquisire una esperienza e una forma mentale che non può avere assolutamente chi viene da altre realtà professionali. E questo è fondamentale per amministrare Napoli. C’è bisogno di un amministratore che sappia essere elastico quando c’è da esserlo e pragmatico quando si deve. E soprattutto che conosca la macchina del Comune, che è tutt’altro che semplice. È necessario avere un politico di razza, altrimenti rischiamo di creare l’ennesimo mostro, che vuole solo fare esperienza a danno dei cittadini. Basta vedere quanti assessori ha cambiato de Magistris nel corso di questi anni. E lo ha fatto proprio perché ha dovuto tarare ogni volta il tiro. Perché non conosceva la macchina. Il candidato sindaco dovrebbe essere preso tra i consiglieri comunali che hanno fatto opposizione. Ma dovrebbero farlo tutti i partiti, non solo il centrodestra. Solo così la città ne guadagna e si evita di ritrovarsi l’ennesimo scienziato di turno, che punta a utilizzare Napoli come trampolino di lancio per altre carriere politiche».

Che colpe ha De Luca nella gestione dell’emergenza coronavirus?

«La colpa più grande è non aver creato un piano alternativo. E’ stato bravo a sfruttare la prima chiusura totale, ma poi non è stata preparata un’alternativa. E oggi abbiamo gli ospedali che collassano, le Asl che non sono in grado di intervenire per fare i tamponi in maniera tempestiva. Ci sono persone segregate in casa da un mese in auto-quarantena. E io stesso sono lì ogni giorno a sollecitare affinché si faccia qualcosa. Ciò che sta avvenendo in Campania ha dimostrato tutta la fragilità politica di De Luca».

Che giudizio dà della gestione del porto di Napoli da parte dell’attuale presidente, scelto dal Pd, Pietro Spirito?

«Non credo ci sia bisogno che sia Marco Nonno a dare un giudizio. Il porto di Napoli è praticamente morto. Non abbiamo un porto mercantile che si rispetti, i silos sono vuoti. Sotto questo aspetto mi torna alla memoria la proposta fatta da Giorgio Almirante negli anni ’80, quando si parlava di Napoli porto franco. Proposta ancora valida, che dovrebbe mettere in campo il governo centrale in accordo con Regione e Comune. Si dovrebbe avere il coraggio di dire: “Chi viene a scaricare a Napoli viene tassato del 70%, chi opera sul porto di Napoli non paga tot tasse”. In questo modo non solo il porto ne guadagnerebbe, ma lo farebbe anche la città per il mercato indotto».