Claudio Cecere e Laura Bismuto

di Giancarlo Tommasone

ad

Non sembrano finire i problemi per deMa, che già fa i conti, assai salati, con la spaccatura originata dalla distribuzione senza sosta delle poltrone a Insurgencia, pratica considerata dalla base arancione, non più sopportabile e causa principale della deriva del movimento. Come risulta a Stylo24, sono pronti a lasciare il gruppo consiliare del partito di Luigi de Magistris, i consiglieri Claudio Cecere e Laura Bismuto. Indizi relativi a una scelta che appare come cosa fatta, emergono da tempo. E si sono palesati pure durante l’ultima assemblea di deMa, quella di sabato scorso, a cui né Bismuto, né Cecere hanno preso parte.

Nessuna frattura
con Luigi de Magistris,
ma allontanamento da un gruppo
che ultimamente porta avanti
logiche finalizzate
soltanto all’ottenimento di poltrone

Non si tratta, sia chiaro, di una frattura con Luigi de Magistris, ma quanto si registra, va letto come la necessità di allontanamento da logiche ormai imperanti nel gruppo consiliare e finalizzate soltanto all’ottenimento di incarichi a Palazzo San Giacomo, come nel resto delle Municipalità (vedi la nomina ad assessore di Egidio Giordano in III Municipalità), e di riflesso, in Città Metropolitana.

L’ingerenza
di Insurgencia in deMa
e l’incarico a Egidio Giordano
in III Municipalità

Un allontanamento da quello che è ormai un soggetto politico distante anni luce dai principi di partecipazione, autonomia, bene comune, democrazia, sul quale si poggiava ed era stato costruito. Del resto, se si va oggi a vedere la composizione del gruppo consiliare di deMa, è semplice rendersi conto come il «pallino» del gioco (di sponda) sia in possesso degli esponenti del laboratorio occupato di Via Vecchia San Rocco.

Lo denuncia pure il fatto, più volte sottolineato da Stylo24, che ormai la assessorina Eleonora De Majo, sembra poter fare, a suo piacimento, il bello e il brutto tempo (come sta succedendo per la preparazione del concerto in occasione della parata delle barche salva migranti, evento da 126mila euro). Verrebbe da parlare pure di un ricatto politico e di un sindaco «ostaggio» da un lato di Insurgencia, dall’altro di chi in effetti sta muovendo da tempo tutti i fili, in deMa, e naturalmente a Palazzo San Giacomo: il direttore generale e capo di Gabinetto, Attilio Auricchio. E allora, stiamo per assistere al ridimensionamento ulteriore del gruppo consiliare del movimento, che passerebbe da 8 a 6 elementi. Bisognerà poi comprendere se i fuoriusciti faranno gruppo a sé e in che modo potrà influire il loro allontanamento sulla tenuta della maggioranza, che annaspa già da mesi. In tutto questo, ci sarebbe un modo per far tornare Cecere e Bismuto sui propri passi? Forse, la registrazione di segnali seri di inversione di tendenza, ma al momento, non ce ne sono. L’orizzonte è arancione, come il tramonto. Appunto.