La protesta degli investitori di Deiulemar

di Giancarlo Tommasone

I tempi di attesa sarebbero da quantificare in una quindicina di giorni. Tanto ci vorrà, forse, al giudice Valentina Vitulano del Tribunale di Torre Annunziata, per sciogliere la riserva e decidere se accettare o meno il reclamo dei legali di Bank of Valletta. Ricorso contro il sequestro di 363 milioni di euro disposto a giugno scorso nei confronti dell’istituto di credito maltese, dallo stesso Palazzo di Giustizia oplontino.

In aula, nella giornata di ieri, si è discussa anche un’altra causa, quella proposta
da BoV, avente ad oggetto il reclamo avverso la legittimità di un provvedimento del giudice delegato, che ha negato
alla banca maltese di prendere visione
di alcuni atti e documenti in versione integrale, della Curatela Sdf
(società di fatto Deiulemar, ndr)

Le proteste di piazza dei truffati della Deiulemar

Dopo un’ampia discussione il giudice e il collegio si sono riservati sulle rispettive richieste delle parti. Adesso bisognerà attendere lo scioglimento della riserva e vedere quale sarà la decisione del tribunale. Si tratta di un verdetto atteso da 13mila azionisti, che hanno riposto le proprie speranze nell’azione della Curatela e si aspettano soltanto una cosa dal tribunale: giustizia. Molte di quelle famiglie sono finite sul lastrico, e se tutto dovesse andare nel migliore dei modi, i truffati potrebbero rientrare in possesso soltanto di una minima parte di quanto investito in azioni «carta straccia».

Una nave del gruppo Rbd

Un «buco nero» da quasi un miliardo di euro, che da anni
ha risucchiato speranze, forze e risparmi di un esercito
formato da migliaia di persone

Arrivando al crac nel 2012 e inferendo una gravissima ferita all’economia corallina, che da sempre si basa sul mare. Dopo il fallimento di Deiulemar, la città ha dovuto assistere a quello di Rbd (Rizzo-Bottiglieri-De Carlini), arrivato all’inizio del 2018. La storica società ha fatto registrare il crac aprendo un buco da circa un miliardo di euro. Tra i vari creditori di detta compagnia c’è anche il Fondo internazionale Pillarstone, che si sta attivando per cercare di rientrare del denaro investito.

Una manifestazione di piazza di Marittimi per il futuro

Su Torre del Greco, infine, pesa anche la cosiddetta crisi dei marittimi italiani. La città corallina è il secondo comparto marittimo d’Italia, ogni giorno, secondo i dati diffusi dall’associazione Marittimi per il futuro, sforna in media 27 matricole, parliamo di quasi diecimila all’anno. In Italia, stando alle cifre di uno degli ultimi censimenti effettuati, le matricole si attestano sul milione di unità.